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A 10 anni dalla nascita di Gagoo, azienda fondata da Andrea Pezzi, viene lanciato Myntelligence, ovvero una piattaforma di Marketing tecnologico che cambierà completamente il mondo della pubblicità online e dell’editoria in Italia e non solo.

Il gruppo Gagoo, creato dall’ormai ex conduttore Andrea Pezzi che 10 anni fa decise di abbandonare la carriera televisiva e dedicarsi al mondo del digitale, lancia un nuovo progetto: offrire una nuova pubblicità online personalizzata in base al target attraverso un nuovo processo di riconoscimento degli utenti che navigano su Internet.

Il progetto prevede inoltre anche il monitoraggio delle reazioni e la costruzione di appositi sistemi di IA (Intelligenza Artificiale) interattivi e collegati ai risultati.

Oltre a Pezzi, che ne possiede circa l’80%, Gagoo è stata finanziata anche da Davide Serra (10%), il cofondatore Carlo De Matteo (8%) ed anche l’attrice Cristiana Capotondi (2%).

Dire che l’idea di Pezzi è stata buona è, a dir poco, un eufemismo. La società si è, infatti, creata un giro d’affari di circa venti milioni di euro, continuando a crescere continuamente, ma oltre a tutto ciò, potrebbe totalmente stravolgere il mondo della pubblicità e dell’editoria italiana e non solo.

Gagoo si presenta, inoltre, come una realtà in continua evoluzione; tra l’altro si stima per il 2018 una crescita attesa del 50% in più rispetto al 2017.

Partiamo però dal capire come funziona la pubblicità online nel nostro paese. In Italia la pubblicità online è per lo più (circa il 70%) gestita da Google e Facebook, il resto (il 30%) è, invece, nelle mani di editori italiani come il Corriere, la Repubblica, il Sole 24 ed altro.

Myntelligence (nata dopo TheOutplay tra le Media Company di Gagoo) è incentrata sulla capacità di individuare gli utenti sulla base di parametri pubblici, senza però, al contempo, violare la privacy degli utenti stessi. Infatti l’operazione consiste nel monitorare alcuni parametri dei device, come ad esempio il sistema operativo, la versione del browser ed altro, durante tutto il tempo di navigazione online per capire se il device è lo stesso anche quando i cookies vengono cancellati.

In poche parole, con Myntelligence è stato creato un sistema di raccoglimento di informazioni statistiche senza violare la privacy degli utenti, individuando in modo certo ma anonimo i device utilizzati, attribuendo a questi ultimi dati statistici rispetto agli utenti che li utilizzano, come ad esempio l’età, il genere e i prodotti di consumo preferiti.

A questo punto è possibile fornire all’utente una pubblicità personalizzata che tiene conto dei suoi gusti e dei suoi consumi. In questo modo sarà possibile eliminare le pubblicità invasive ed inappropriate, che, non solo, sono inutili per l’utente, ma anche molto care per l’inserzionista.

Ma a chi è rivolto questo progetto? Innanzitutto alle aziende, ma anche agli editori online ed ai Centri Media; ad oggi soprattutto MasterCard è l’azienda che usufruisce maggiormente di questo servizio.

Anche TheOutplay, la prima nata del gruppo Gagoo, è una piattaforma di Marketing Technology, la quale, ha come obiettivo quello di favorire gli editori a dare maggiore valore ai propri utenti dai contenuti dei video delle proprie pagine, allo stesso tempo, garantendo ai brand che vogliono farsi pubblicità, sia trasparenza, ma anche degli aggiornamenti in tempo reale su come stanno andando le campagne.

In questo modo, quindi, si evita che la pubblicità fornisca contenuti inappropriati, ma soprattutto evita di pubblicizzare frodi, che sempre più spesso sono presenti su Internet.

È chiaro che, ormai Internet ha rivoluzionato completamente il nostro modo di vivere.

Ma c’è un paradosso in tutto questo: coloro che guadagnano di più da Internet, come Google, Facebook, Instagram, sono aziende che di per sé non producono quasi niente. Google è basato sulle parole degli altri, Facebook sulle opinioni degli altri, Instagram sulle foto degli altri e così via.

E perché queste aziende fatturano milioni di dollari l’anno? Perché ai tempi dell’Industria 4.0 il valore non risiede più nelle cose materiali, nelle cose fisiche, perché i beni sono diventati i dati. Stiamo vivendo, infatti, in quella che possiamo definire la Data Economy.

Per cui, lo scopo di Myntelligence, in tutto questo scenario, è proprio quello di lavorare sui dati, facendo in modo di offrire agli utenti le pubblicità esclusivamente di ciò che interessa loro, garantendo, al tempo stesso, i dettami della normativa sulla privacy, che a breve, entrerà in vigore in tutta l’Unione Europea.