Pokemon
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Con la nostra rubrica torniamo nel Sol Levante, patria di samurai, tradizioni e patria dei mostriciattoli più famosi al mondo: i Pokemon.

Game History#3: Pokemon

“Piccoli mostri tascabili” è la traduzione letterale del nome di uno dei brand più famosi degli ultimi vent’anni: i Pokemon!

Creati nel 1996 da un’idea di Satoshi Tajiri, sviluppati da Game Freak e pubblicati da Nintendo, sono inizialmente nati come protagonisti di una coppia di videogiochi per game boy, Pokemon Rosso e Pokemon Verde (quest’ultimo chiamato Pokemon Blu nella versione occidentale).

Il successo di Pikachu&co. non poteva, però, rimanere relegato nella scatoletta ad 8 bit cui erano stati originariamente destinati. Trasposti presto in anime (il successo fu così strepitoso da obbligare il canale televisivo Italia Uno a mandare in onda le puntate in prima serata) e manga, i mostriciattoli sono arrivati ormai all’ottava generazione e non accennano a fermarsi!

Numeri da capogiro

Ottava generazione, ma un unico impero. The Pokemon Company (distaccamento della Nintendo) conta infatti un numero di oltre 300 milioni di videogiochi venduti in tutto il mondo (dati aggiornati al 2017), producendo introiti complessivi per oltre 5.000 miliardi di Yen. Un gran bel numero per un videogioco destinato ai bambini!

Attualmente compaiono in veste di protagonisti in oltre 80 videogiochi, e come “figurazioni speciali” ad altri prodotti sempre di proprietà della Nintendo.

Successo planetario

Ma è riduttivo volgere lo sguardo solo ai videogiochi prodotti per gli strani mostri tascabili della Game Freak. I Pokemon sono entrati nel mondo di tutti i giorni e non soltanto nell’intrattenimento!

Dall’animazione al game boy, passando anche per il cinema e gli smartphone, i Pokemon hanno ottenuto una popolarità senza pari, abbracciando tutti i continenti abitati.

E se non ci si vuol soffermare sui videogiochi, allora ecco che anche gadget e vestiario di ogni tipo ricorda Pikachu ed i suoi compagni, dalle tazze alle felpe, per non parlare dei meme su internet che si sprecano riguardo loro.

Critiche e censure

Ma chiunque raggiunga una popolarità simile ha, naturalmente, per ogni lunga fila di fan, un’altrettanto lunga fila di detrattori.

Numerose sono state le critiche mosse alle creaturine giapponesi, in gran parte da esponenti della religione cristiana, poiché i mostriciattoli della Nintendo negano la Bibbia con le loro evoluzioni e con le tradizioni tipiche del Sol Levante.

Spesso sono stati censurati episodi della serie tv, di cui il più famoso è denominato “Pokemon Shock”: una sequenza interna dell’episodio causò numerosi attacchi epilettici negli spettatori, bandendo così l’episodio (la scena, una veloce alternanza ripetuta di accesi fotogrammi luminescenti di colore rosso, blu e azzurro).

Nonostante ciò, i Pokemon continuano a far spesso parlare di loro, tramite i numerosi cameo in cui compaiono e gli annunci della casa produttrice, che ha rivelato recentemente Master, Sleep e Home.