Il Garante della privacy ha espresso il proprio parere favorevole all'utilizzo di un sistema di geolocalizzazione dei lavoratori
adv

Il Garante della privacy ha espresso il proprio parere favorevole all’utilizzo di un sistema di geolocalizzazione dei lavoratori, subordinato all’esistenza di determinate condizioni e al fine di assicurare ai dipendenti standard di protezione più elevati.

La vicenda in esame

Un’azienda italiana di vigilanza privata e trasporto valori si è rivolta all’Authority garante della privacy per assicurarsi che l’installazione di sistemi di geolocalizzazione, su dispositivi elettronici aziendali consegnati ai propri dipendenti durante le ore di servizio, sia o meno conforme a quanto disposto dal Codice della privacy, in particolar modo all’art. 17.

L’app oggetto della verifica preliminare di conformità si chiama NavNet, installata su smartphone e tablet aziendali, è in grado di raccogliere una molteplice serie di dati tra cui: gli orari di inizio e fine lavoro, la presenza di condizioni atmosferiche avverse (es. grandine o acquazzoni) nonché l’invio di messaggi di SOS in caso di pericolo combinati con la posizione geografica del dipendente.

L’elaborazione di tali dati dovrebbe garantire un elevato standard di sicurezza per gli operatori delle pattuglie di vigilanza permettendo alla società di ottimizzare la gestione degli interventi migliorando la propria efficienza operativa.

Le informazioni, così raccolte, inoltre, verrebbero immagazzinate nel sistema informatico aziendale di gestione del personale ed utilizzate per quantificare la retribuzione spettante al singolo dipendente nonché l’indennità di viaggio e di trasferta.

Per di più, l’azienda attraverso l’utilizzo di quest’applicazione potrebbe facilmente reperire tutti i dati necessari alla compilazione della richiesta di cassa integrazione ordinaria per maltempo nelle ipotesi in cui un evento meteorologico renda impossibile l’esecuzione della prestazione.

Come funziona il sistema di geolocalizzazione

Considerata la notevole rilevanza della materia, il Garante della Privacy ha fissato dei limiti precisi all’utilizzo di questo strumento. L’app NavNet potrà essere attivata esclusivamente dal dipendente all’inizio del proprio turno lavorativo, inserendo il proprio codice identificativo e una password, comunicata al lavoratore dalla centrale operativa immediatamente prima dell’inizio dell’attività lavorativa.

Inoltre, i dati registrati dovranno essere limitati unicamente al suddetto arco temporale, al termine del quale il dipende riconsegnerà il dispositivo ed il monitoraggio terminerà. La durata della conservazione delle informazioni acquisite non potrà eccedere le 24 ore, fatte salve speciali esigenze.

Infine, per contemperare la tutela della privacy dei lavoratori con le esigenze aziendali, l’app non consente l’identificazione diretta del lavoratore, inoltre, è previsto che la centrale operativa potrà accedere ai dati relativi alla geolocalizzazione dei dipendenti in tempo reale solo e soltanto nei casi di necessità ed urgenza, in tutte le altre ipotesi tale accesso sarà differito.

Il provvedimento del Garante

Il Garante della privacy, con il provvedimento n. 232 del 2018, ha dichiarato la liceità e la conformità del suddetto sistema di geolocalizzazione sia all’art. 4 dello Statuto dei lavoratori sia all’art.114 del Codice della privacy, i quali fissano determinati requisiti per l’utilizzo di sistemi di controllo all’interno dei luoghi di lavoro.

Invero, l’adozione di sistemi di controllo, per ottemperare ad esigenze organizzative e produttive nonché per garantire maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, devono necessariamente essere preventivamente concordate con le rispettive rappresentanze sindacali aziendali.

Da ultimo, il Garante nazionale della privacy, nel determinare la liceità del sistema di geolocalizzazione ha preso in considerazione anche la nuova normativa europea sulla privacy, in particolar modo riferisce il Garante nel proprio provvedimento, il sistema di controllo così come strutturato rispetterebbe sia il “principio di pertinenza e non eccedenza dei dati trattatisia il “principio di proporzionalità” in ordine al trattamento degli stessi.

Avatar
Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.