gdpr
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Gdpr, prima parte di una serie di articoli per orientarsi sul Regolamento Europeo in materia di dati personali.

Questa serie di articoli intende offrire una panoramica sulle principali problematiche che imprese e soggetti pubblici dovranno tenere presente in vista della piena applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali, prevista per il 25 maggio 2018;

1) Cos’è il GDPR?

Nell’aprile del 2016 è entrato in vigore il Regolamento UE 2016/679, conosciuto anche come GDPR (General Data Protection Regulation, in italiano Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), il cui scopo è la regolamentazione sulla protezione dei dati personali. Più nello specifico questa nuova regolamentazione introduce nuovi requisiti su come i dati possano essere raccolti, registrati e utilizzati dalle società interessate.

Le aziende avranno tempo fino al 25 maggio 2018 per adempiere ai diversi parametri previsti dal Regolamento.

A partire da questa data per gli inadempienti vi sarà il pagamento di una sanzione che potrà arrivare fino a venti milioni di euro o fino al 4% del fatturato totale.

Gli adempimenti, che vedremo nei prossimi articoli, risultano estesi e particolarmente complessi perché questo Regolamento amplia molto l’ambito della responsabilità rispetto alla precedente direttiva sulla protezione dei dati del 1995, la famosa  Direttiva 95/46/CE.

2) Cambia qualcosa per la vigente legislazione italiana?

Come abbiamo ricordato prima il GDPR è un regolamento, e non una direttiva, dunque non vi è alcun obbligo, da parte degli stati membri dell’UE, di adattare le legislazioni locali, anche se ai sensi di legge la regolamentazione andrà strettamente seguita.

3) A chi è rivolto il GDPR?

Il GDPR riguarda diverse tipologie di aziende. Quelle che sono presenti fisicamente in almeno uno degli Stati dell’Unione Europea. Le imprese straniere che processano o memorizzano dati personali di cittadini europei. Le aziende che utilizzano servizi di terze parti che processano o memorizzano dati personali di cittadini europei. Le Pubbliche Amministrazioni.

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4) Quali sono gli ambiti di cui si occupa il GDPR?

Gli ambiti di pertinenza del GDPR sono due:

  • il primo riguarda la procedura sulla protezione dei dati personali, sia per quanto riguarda la loro elaborazione sia per ciò che concerne la loro diffusione sul web;
  • il secondo ambito interessa l’introduzione, sempre a livello europeo, della Direttiva sulla protezione dei dati inerenti alla polizia e alla giustizia penale, grazie alla quale sarà possibile tutelare, durante tutto l’iter giudiziario, le informazioni relative ai testimoni di crimini, alle vittime di reati e agli indagati in via preliminare poiché non si è ancora a conoscenza se siano colpevoli o meno.

5) Quali sono i diritti tutelati dal GDPR?

Poiché l’obiettivo del GDPR è quello di tutelare i dati personali, garantendo in questo modo il diritto alla privacy. La nuova normativa fornirà a ciascuno il mezzo legale  per essere informato su chiunque si mostrasse interessato alla propria sfera privata, nel qual caso sarà possibile risalire alla violazione.

Inoltre l’utente interessato avrà la possibilità di richiedere la cancellazione e la non sottoposizione all’ulteriore trattamento dei dati personali da parte dell’azienda, il così detto «diritto all’oblio».

Per i minorenni sarà prevista un’attenzione particolare, con una specifica parte assegnatagli dal GDPR.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.