gdpr e risorse umane
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L’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati promuove la nascita di tante nuove figure professionali. È altrettanto vero però, che molte aziende stanno cercando di sfruttare le proprie risorse interne, per affidare a personale fidato e già operante nell’impresa dei compiti delicati e importanti.

È entrato in vigore ormai da quattro mesi il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, il cosiddetto Gdpr, un acronimo che rimbalza da tempo sugli schermi di milioni di computer e smartphone non solo del vecchio continente, e che sta rivoluzionando anche la vita di tante aziende, piccole o grandi che siano.

Un raccordo tra settori aziendali differenti

Il Gdpr, infatti, agisce su tanti settori della vita aziendale, mettendo in relazione anche l’attività di ambiti lavorativi differenti: dall’information technology al settore vendite, dal commerciale al marketing, tutti devono fare i conti ed essere aggiornati sulle evoluzioni di questo strumento legislativo. Molte aziende si stanno rendendo conto della necessità di una figura che faccia da raccordo tra le altre, in questo senso. Qualcuno sta lavorando per crearne una ad hoc, ma tanti stanno cercando le risorse in casa propria.

È il caso di chi si affida, per questo delicato compito, alle professionalità operanti nel settore delle risorse umane. Quello del responsabile del personale è naturalmente un ruolo fondamentale per la vita di una azienda, già capace di confrontarsi con evoluzioni normative importanti, negli ultimi anni, come quelle che hanno riguardato le nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro, o in generale l’intero impianto legislativo del Jobs Act. Norme che, esattamente come il Gdpr, presuppongono il confronto tra aree diverse, la capacità di interfacciarsi con documentazioni e procedure normative in aggiornamento, l’attenzione all’interazione tra soggetti e uffici differenti.

Comunicazione e formazione

È vero, tuttavia, che il Gdpr impone chiarezza, tanto in alcuni ruoli aziendali quanto nell’organizzazione: per tutti, per esempio, è stato necessario adeguarsi con nuovi incarichi, magari coniugando il lavoro delle nuove figure professionali con quello di quelle già attive. Questo vale per la privacy aziendale, e vale per esempio per il registro dei trattamenti della società, il form che il Garante verificherà rispettante o meno i requisiti del Gdpr.

Un contributo fondamentale nell’organizzazione e la gestione del registro potrà essere dato proprio dai responsabili alla gestione del personale, che meglio di tutti gli altri conoscono ruoli, responsabilità e attività dei singoli lavoratori.

In questo senso sono molto importanti anche le modalità di comunicazione ai dipendenti e di formazione per tutti i soggetti interessati, altre competenze che le professionalità operanti in ambito risorse umane possiedono. È importante sottolineare come, tra l’altro, in caso di data breach o ispezioni, una gestione centralizzata dei processi aiuterà a una migliore risoluzione dei problemi, evitando le temute sanzioni che il regolamento prevede.

Il rinnovamento del responsabile del personale

Un’altra capacità importante, che potrà tanto essere attribuita a un ruolo costruito ad hoc, tanto a una risorsa già presente in azienda, è la gestione dei rapporti con il Dpo: sarà importante infatti avere un interlocutore abituale che dialoghi con questa importante figura, al fine di agevolare lo scambio e il confronto, e per una collaborazione che sia più proficua possibile.

È lo stesso decreto legislativo di adeguamento della legge nazionale al Gdpr che conferma in qualche modo la possibilità di trovare all’interno dell’azienda le risorse adatte ad affrontare questo cambiamento, e in particolar modo nell’ambito delle risorse umane. Il decreto, per esempio, impone l’applicazione del “rito lavoro” alle controversie in materia di protezione dei dati. Se da un lato è ovvio immaginare che queste vengano affidate ad avvocati giuslavoristi, si può anche presupporre che queste figure esterne vengano supportate da chi nelle aziende ci lavora, conosce a sua volta il rito e si muove con facilità all’interno delle sue maglie. Su tutti, gli addetti alle risorse umane.

È chiaro insomma che le nuove disposizioni (non solo il Gdpr, ma anche il Codice privacy modificato dal recente decreto) implicheranno una sfida tanto per le aziende quanto per i responsabili del personale; un rinnovamento che non potrà che giovare a un ruolo che è sempre stato centrale, e che negli ultimi anni era stato forse un po’ troppo soffocato dalla “routine aziendale”.