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Il GDPR sarà effettivo dal 25 maggio ma il fondatore del social network potrebbe non applicare un’uniformità generale

È la settimana clou del GDPR (General Data Protection Regulation). Da venerdì finalmente sarà effettivo il nuovo regolamento sulla privacy e se tutte le imprese si stanno mobilitando per uniformarsi alle direttive previste dalla norma, l’attenzione si pone soprattutto su un’azienda specifica: Facebook, il più diffuso social network al mondo.

La lente d’ingrandimento si focalizza su Facebook perché sono arrivate indiscrezioni abbastanza sorprendenti sull’impresa di Mark Zuckerberg, circa l’adeguamento al GDPR. Se dopo lo scandalo con Cambridge Analytica l’ex studente di Harvard aveva rilasciato una dichiarazione all’interno della quale ammetteva i propri errori e prometteva maggiore attenzione alla privacy dei propri utenti, le ultime notizie sul regolamento europeo dimostrano una certa difformità di trattamento.

Europa si, resto del Mondo no: il GDPR non avrà un’applicazione omogenea

Alle parole di Zuckerberg sono effettivamente seguiti i fatti e tutti gli utenti di Facebook hanno ricevuto un messaggio dove è stata richiesta la revisione delle proprie informazioni per rispettare ed adeguare la privacy al nuovo regolamento GDPR. Tuttavia, bisogna dire, che queste applicazioni non sono state, non sono e non saranno adottate anche nelle altre nazioni extraeuropee.

Ad oggi, infatti, pare che il Nord America, l’Asia, l’Africa e l’America Latina non subiranno alcun adeguamento al GDPR; il motivo? Pare che la Facebook Inc, sede principale del social network, e la filiale Facebook irlandese non gestiscano le filiali di questi continenti e pertanto le norme previste dall’Unione Europea non devono essere necessariamente applicate.

Quasi il 50% degli utenti resterà fuori dalle norme sulla privacy del GDPR

Questa scelta, quindi, comporterà un’esclusione dalle norme del GDPR di quasi il 50% degli utenti iscritti a Facebook anche se, dopo alcune pressioni da parte dell’agenzia Reuters, pare che Zuckerberg abbia glissato promettendo un’applicazione totale senza distinzione di paese d’iscrizione. Al momento, tuttavia, non si sa se quest’ultima dichiarazione siano vere o siano solo frutto di copertura dopo il recente scandalo.

Per scoprire gli effetti del GDPR su Facebook, che sicuramente ha avuto già un impatto economico importante sulla società, bisognerà attendere venerdì 25 maggio quando il regolamento sarà efficace a tutti gli effetti e nessuna impresa potrà venire meno alle direttive imposte per la privacy.