Ponte Morandi
adv

Un piano di evacuazione ingente per demolire le due pile del Ponte Morandi, crollato lo scorso agosto

Alle 9.37 circa di questa mattina, il Ponte Morandi, tristemente noto per aver sconvolto la città di Genova quasi un anno fa, è stato demolito. Gli occhi dell’Italia intera puntati sulle pile 10 e 11 dell’ex viadotto, hanno visto collassare la struttura sotto un potente carico di dinamite. Un fragoroso boato, preceduto dal suono di una sirena e poi una densa nuvola bianca di polvere ha avvolto tutto il paesaggio circostante.

Pile del Ponte Morandi

Evacuazione e blocco viabilità

L’esplosione, programmata già da tempo, ha subito un leggero ritardo a causa di un inquilino che non ha lasciato in tempo la sua abitazione. Proprio a questo proposito, infatti, è stato preposto un imponente piano di sicurezza per la città che ha atteso questo, seppur drammatico, evento col fiato sospeso. Il D-Day, giorno della demolizione. 3400 gli sfollati dalla “zona rossa” limitrofa al ponte, evacuati secondo le direttive della Protezione Civile Nazionale, grazie a un piano considerato il più importante della storia di Genova. Le forze dell’ordine coinvolte hanno ordinato anche un blocco della viabilità, che ha limitato buona parte dei collegamenti con il resto della Liguria e delle regioni circostanti.

Le parole del Sindaco

I media da ogni parte di Europa e di mezzo mondo hanno fornito immagini in diretta di questa implosione controllata. Naturalmente, tutti posti a una distanza di sicurezza di oltre 300 metri dal luogo in cui si sono svolte le operazioni di demolizione. Sul posto, anche i due vice premier Matteo Salvini e Luigi di Maio e il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. “Tutto è andato secondo programma” ha commentato il sindaco di Genova, Marco Bucci, subito dopo l’abbattimento del ponte. Nel frattempo, un sopralluogo è già stato eseguito con l’ausilio di un drone. Un primo check alle 17 e un secondo alle 21 serviranno invece a capire quando predisporre il rientro a casa delle persone evacuate.