gdpr regolamento europeo
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Ci avevano illuso dicendo che la rete avrebbe accorciato le distanze, aiutato le aziende ad espandersi, i giovani a formarsi, gli adulti ad informarsi, reso possibile l’impossibile.

Ci hanno poi venduto una tecnologia (neanche tanto) a buon mercato, capace di condensare in un palmo di mano l’intero universo conosciuto e sconosciuto.

Poi, il castello di carta e di bit si è disfatto sotto il peso delle illusioni di metadati impacchettati e ceduti al miglior offerente procurando preoccupazione e sgomento nei cybernauti ed alimentando l’incontrollata paura che ha spinto non pochi utenti di Facebook a cancellarsi.

Il caso Facebook/Cambridge Analytica , non isolato (vi ricordate i casi Wikileaks che avevano riempito le cronache qualche anno fa?) ma che per via dei protagonisti o delle conseguenze politiche, ha meglio degli altri casi ingenerato il panico.

Intanto che lo psicodramma si consumava a livello internazionale, l’Europa festeggiava una presunta lungimiranza legata al Regolamento 2016/679/UE che la ammantava di una veste bianca e definiva una serie di misure di tutela e salvaguardia del DATO.

Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati)

Questo in titolo a quanto stabilito dal Parlamento europeo che, con un colpo a sorpresa, manda in pensione la vecchia (nemmeno tanto) Direttiva che aveva generato il nostro codice della Privacy (D. Lgs. 196/2003) che tante gioie ci aveva dato in campo Europeo definendolo all’avanguardia per le tutele poste in essere.

Ed ora? A meno di due mesi dal DAY OFF non sappiamo che DATI prendere!

Di sicuro è che qualunque sia la compagine che formerà il nuovo Governo, non potrà non dar seguito a quanto definito nel Regolamento 679 con il rischio, concreto, di dover integralmente adottare un sistema che pone si al centro della discussione l’accountability, ma che porrebbe non pochi problemi nell’adozione da parte di alcune realtà aziendali impreparate a tale eventualità.

Il sogno di una RETE che dispensasse solo fortune per i naviganti, si infrange sugli scogli di un provvedimento tardivo e scomposto, se è vero quanto finora trapelato, e che rischia di mandare ancora più nel caos gli utenti.

Restiamo vigili aspettando Godot (un nuovo Governo) e sperando che sappia tracciare una rotta sicura per tutti quelli che di web si nutrono.

Pasquale Natale nato il 28.09.1968 a Buccino già docente di Estimo e di Sicurezza sui luoghi di lavoro per la Università Telematica Pegaso, e supplente di Sicurezza alla Università di Napoli Federico II, nasce come ingegnere Meccanico esperto in SA 8000. La sua crescita professionale e formativa avviene all'interno DICMAPI ed in particolare grazie alla prof.ssa Tina Santillo. Dal 2015 è diventato AD della PSB Consulting Srl società di consulenza aziendale.