Giancarlo Siani
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Il giornalista Giancarlo Siani fu ucciso dalla camorra la sera del 23 Settembre 1985, a soli 26 anni, mentre era al volante della sua Mehari verde dopo una giornata di lavoro nella redazione de “Il Mattino”.

Fu trucidato sotto casa, nel quartiere Vomero di Napoli, dai due ergastolani Ciro Cappuccio e Armando del Core. La sua smisurata passione per il giornalismo, nata quando era solo un ragazzino, lo portò agli inizi degli anni 80 già ad essere un giornalista-giornalista, come definito da Marco Risi nel film Fortapàsc.

Il ricordo di Giancarlo Siani da “Il Mattino”

Il quotidiano “Il Mattino”, testata giornalistica per cui Giancarlo Siani lavorava, darà omaggio al giornalista pubblicando, a partire dal 23 Settembre 2020, insieme al quotidiano, il libro “Giornalista-Giornalista”, che raccoglie gli articoli più significativi pubblicati sulle pagine del quotidiano dal 1980 al 22 settembre 1985 da Siani stesso.

Questa opera è stata realizzata con la collaborazione della casa Editrice Iod e della Fondazione Giancarlo Siani ONLUS in concomitanza della decisione dell’Ordine dei Giornalisti di consegnare alla famiglia il tesserino di professionista, da sempre sua ambizione.

La presentazione del volume “Giornalista-Giornalista” si svolgerà in anteprima nazionale venerdì 18 settembre alle ore 15:30 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, che dal 2003 è sede della prima Scuola di Giornalismo del Mezzogiorno peninsulare e con un’aula intitolata nel 2008 a Giancarlo Siani.

Trovandoci nel bel mezzo di una pandemia mondiale, per ragioni di sicurezza sanitaria la presentazione sarà esclusivamente ad inviti e trasmessa in diretta streaming sul sito web e sulle pagine Facebook de “Il Mattino” e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

La presentazione del libro verrà introdotta dal Rettore del Suor Orsola Lucio d’Alessandro, Vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ed interverranno il Direttore de “Il Mattino” Federico Monga, il Presidente della Fondazione Pol.i.s Don Tonino Palmese, il Consigliere della “Fondazione Giancarlo Siani” Paolo Siani e il Segretario Generale del Sindacato Unitario di Giornalisti della Campania Claudio Silvestri.

Nel corso della discussione saranno presentate delle testimonianze video sul giornalismo di inchiesta di tre degli oltre 200 giornalisti professionisti formatesi in questi anni alla Scuola di Giornalismo del Suor Orsola, tra cui Antonio Crispino, Renato d’Emanuele e Marco Perillo.

Il Direttore del quotidiano “Il Mattino” Federico Monga si è fatto promotore  di un progetto di lettura e di studio degli articoli e delle inchieste di Giancarlo tra i giovani studenti, convinto che questa sia una grande possibilità per un’ampia discussione sulla lotta alle mafie e alla corruzione.

Il libro conterrà 33 articoli tratti dall’opera omonima: “Giancarlo Siani. Le parole di una vita. Gli scritti giornalistici” a cura di Raffaele Giglio per Iod Edizioni.

La decisione dell’Ordine dei Giornalisti e il ricordo di Giancarlo Siani

Il prossimo 23 settembre alle ore 11, in occasione dell’anniversario della scomparsa del giornalista Giancarlo Siani, al Museo Pan di Napoli, l’Ordine dei Giornalisti della Campania e l’Ordine Nazionale dei Giornalisti presenteranno la nuova edizione del libro “Giancarlo Siani. Le parole di una vita. Gli scritti giornalistici” con all’interno tutti gli articoli di Giancarlo Siani in un’unica edizione completa.

L’Ordine ha anche deciso di conferire alla famiglia del giornalista caduto per mano camorristica, il tesserino di giornalista professionista alla memoria. Alla presentazione interverranno Paolo Siani, fratello del giornalista , Carlo Verna, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

Ottavio Lucarelli ha spiegato che l’Ordine mira a valorizzare ulteriormente il grande impegno professionale Giancarlo, il cui lavoro è da tempo il simbolo per la professione di giornalista, di un’informazione corretta, pulita e libera da ogni condizionamento.

Il fratello di Giancarlo, Paolo Siani ha espresso tutta la sua gratitudine nei confronti dell’Ordine dei Giornalisti perché il fratello davvero desiderava quel tesserino, che non riuscì a prendere a causa della morte prematura per mano camorristica.

Nel dicembre 2019 fu invitato in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria del giornalista assassinato per i suoi articoli di accusa il sistema dei clan camorristici, a Torre Annunziata nell’aula Consiliare del Comune, dove gli fu chiesto di portare con sé alcuni oggetti che riguardassero Giancarlo, così pensò subito di portare quel tesserino azzurro da pubblicista che tanto amava e ora all’annuncio del conferimento, frutto di una scelta dell’ordine nazionale, non può che commuoversi.

La “mesata”

La notizia riguardante Giancarlo Siani arriva dopo un mese dall’operazione cui sono state notificate 16 misure cautelari emesse dal GIP nei confronti di persone ritenute legate al clan Polverino, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e all’intestazione fittizia di beni, reati aggravanti dal metodo mafioso.

Inoltre dall’indagine dei Carabinieri, coordinati dalla DDA di Napoli, è emerso che da quasi 35 anni è andato avanti il sostegno della camorra ai due killer ergastolani di Giancarlo Siani.

Si tratta della cosiddetta “mesata”, che viene pagata dalla famiglia dei criminali che muoiono o che finiscono in carcere rimanendo fedeli alla camorra, ma non è una novità.

Emblematico è il fatto che questo sostegno non sia mai stato interrotto nel corso decenni, nonostante la rotazione di clan al potere: in primis i Nuvoletta, poi i Polverino e in ultimo gli Orlando.