Gilet jaunes
Gilet jaunes
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La protesta dei gilet jaunes colpisce gravemente anche Strasburgo, dove almeno tre manifestanti sono stati arrestati.

Gilet jaunes

Ancora protagonisti della cronaca francese ed europea di tutto il mondo, la protesta dei gilet jaunes (da ora in poi chiamati “Gilet gialli”) arriva anche nella città di Strasburgo.

Tre gli arrestati, secondo la stampa locale, ma diversi feriti per una mobilitazione che ha sempre mostrato un impatto pesantemente violento.

Questa volta emerge un dato che fa riflettere: la partecipazione alle proteste, da sempre aiutata da numeri molto voluminosi, sembra essere in forte calo.

Degli oltre 10.000 di settimana scorsa, quest’oggi erano presenti solo 5.500 persone, di cui solo 2.600 nel capoluogo francese.

Motivazioni

Stavolta il motivo di tale protesta è ciò che i manifestanti chiamano il “bla-bla présidentiel“, ovvero i continui discorsi che il presidente della repubblica francese Macron muove al popolo d’oltralpe.

Ricordiamo che, infatti, Emmanuel Macron ha preso parola nei giorni precedenti proprio a proposito delle richieste dei Gilet gialli, assumendo che essi abbiano ragione su più punti di vista.

Gli scontri

Dalla città di Parigi, stavolta l’attenzione è stata accentrata su Strasburgo: pare che lì, infatti, siano avvenuti gli scontri maggiori.

Sassi, razzi e oggetti vari sono stati lanciati dai manifestanti in direzione delle forze di sicurezza, le quali hanno risposto con fumogeni per dissipare la folla.

Secondo France3, sarebbero tre le persone arrestate e diversi i feriti, proprio a causa dei toni accesi della manifestazione.

Marcia sui Media

La protesta parigina oggi assumeva il nome di “Marcia sui Media” e l’intento dei partecipanti era quello di screditare Marcon ed i mezzi di comunicazione francesi, colpevoli di non dar loro la dovuta attenzione.

La protesta ha sostato prima sotto il palazzo di TF1, poi ha proseguito verso gli edifici di Canal Plus e BFM-Tv, arrivando poi ai piedi di France Televisions.

I manifestanti hanno poi terminato il corteo davanti la sede del Consiglio Superiore dell’Audiovisivo, chiedendo, senza però riuscirci, di poter parlare con il presidente.