Izmir, Turkey - April, 2019: A man scratching ticket of Turkish lottery in the street at the stand of a lottery ticket seller.
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Solo l’imbarazzo della scelta per una platea vastissima

I tempi della “schedina tra le dita”, cui alludeva Toto Cutugno in un datato successo; quelli dell’estrazione del lotto il sabato alle ore 14, con il bambino bendato che pescava la sfera all’interno della quale era custodito il fatidico numero; quelli dell’enalotto, correlato alle dieci ruote del lotto più il secondo estratto di Napoli e Roma, con i segni 1 (per gli estratti da 1 a 30), X (per i numeri dal 31 al 60) e 2 (dal 61 al 90); il venerdì appannaggio degli appassionati dell’ippica con la corsa tris.
Era tutto il panorama ludico a disposizione degli appassionati.
Il resto, ai primi vagiti, era spazio occupato dalla clandestinità. La martingala, l’accoppiata, la combinata, terminologia sconosciuta, ma assai abituale per il gioco illegale.

Quegli albori sarebbero divenuti, nel tempo, giorni attuali con la realtà della smisurata pletora, ormai dedita abitualmente ai ludici, e pericolosi, passatempi.
Le estrazioni del lotto sono diventate trisettimanali e l’enalotto, mutando la denominazione in superenalotto, lo ha seguito a ruota.
Le stesse estrazioni si possono effettuare istantanee o puntarne la posta su quelle ogni 5 minuti. Il millionday scandisce le ore 19 di tutti i santi giorni, ogni mercoledì e venerdì la scena è per il “vincicasa” ed “eurojackpot”; “sivincetutto” e “wuinforlife” completano la gamma.
Un altro discorso è per le lotterie istantanee. Da un minimo di un euro ad un massimo di venti; passando per due, tre, cinque e dieci. Montepremi commisurato al costo del biglietto “gratta e vinci”.
Tutto il contesto è “abbellito” dalle scommesse in genere; quelle che vengono definite in gergo “bollette”.

Si scommette su tutto e tutti.

La fetta italiana nel mercato europeo


La spesa, pro capite, per ciascun cittadino italiano maggiorenne, si attesta oggi su oltre 320 euro e, di conseguenza, comporta statisticamente un calcolo di oltre 1830 per gli oltre sessanta milioni di abitanti del Bel Paese, per quanto afferisce la raccolta. In effetti, però, la spesa riguarda la raccolta meno le vincite. In pratica, i soldi che rientrano nelle tasche dei più fortunati.
Resta, inconfutabile, il dato relativo al mercato UE: all’Italia circa il 20%.

Non appare di secondario aspetto il costo, sostenuto dalla società, per la piaga del gioco patologico. Si sfiorano gli otto miliardi di euro.
La piaga più preoccupante si cela tra le slot machines, il poker, il bingo, e le più disparate e frenetiche corse a tutto quanto si può puntare e azzardare.
Altro aspetto su cui porre l’attenzione, riguarda il fatto che l’Italia assorbe circa il 27% del mercato mondiale di gioco on line.

Contrazione dei consumi, ma speranza nel colpo di fortuna

Un antico dettato economico asserisce che quanto più un Popolo gioca, tanto peggio se la passa.
In affetti, ed è un dato evincibile facilmente “buttando” un occhio nelle tabaccherie e ricevitorie, la voglia di giocare cresce sacrificando, purtroppo, anche le esigenze familiari.
Non è raro assistere a liti familiari, scatenate dalla esigenza di investire nel gioco quanto necessiterebbe al bisogno del focolare.
Le fasce più deboli sono le più esposte; come sempre accade in tema di abusi.
La ludopatia è alla stregua dell’alcolismo e di ogni altra dipendenza.
Perdita di concentrazione sul lavoro, esigenze di ricorrere a specialisti nel ramo sanitario e compromissione della qualità della vita, sono i vulnus che si aggiungono ai danni, già di per sé evidenti.