Covid-19 e l'informazione
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Diritto di cronaca e diritto all’oblio o ancora tutela della libertà di espressione e protezione dei dati personali; queste sono solo alcune delle esigenze contrapposte che il giornalismo moderno si trova ad affrontare. Quali sono gli obblighi imposti dal GDPR?

I giornalisti, nella società attuale, hanno un ruolo fondamentale per le moderne democrazie. Il loro compito è quello di divulgare notizie di interesse pubblico. Citando una vecchia definizione della Corte europea dei diritti dell’uomo, i giornalisti sono “ i cani da guardia della democrazia e delle istituzioni”.

Limiti e caratteristiche del Giornalismo moderno

Il diritto di cronaca consiste nel diritto a pubblicare quello che è collegato a fatti e avvenimenti di interesse pubblico o che accadono in pubblico. Il diritto di cronaca è incluso nell’ordinamento italiano tra le libertà di manifestazione del pensiero, tutelate dall’art. 21 della Costituzione italiana.

Pilastro su cui si fonda questo diritto è l’interesse pubblico sotteso alla divulgazione della notizia. Quando si esercita il diritto di cronaca inevitabilmente si rischia di comprimere la sfera privata del singolo. Ciò è ammissibile solo e soltanto quando vengono rispettati due requisiti: la c.d. continenza della notizia, quando cioè l’informazione viene esposta in maniera formalmente corretta e la c.d. pertinenza della notizia, quando sussista un effettivo interesse pubblico alla dilungazione e non semplice gossip.

Il giornalista deve tener conto di un altro importante principio il diritto all’essenzialità dell’informazione. I dati pubblicati devono essere necessari rispetto alla notizia, pertanto, l’interesse pubblico non giustifica la pubblicazione di tutti i dati personali. Secondo quanto stabilito dal codice deontologico, infatti:

“ La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l´informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell´originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti”.

Le novità introdotte dal GDPR

Il regolamento europeo n. 679/2016 ha imposto per la tutela degli interessati il rispetto di una serie di diritti tra i quali:

  • Il diritto all’oblio, gli interessati possono chiedere e ottenere la cancellazione dei propri dati anche dagli archivi storici e dalle pagine web quando la notizia viola il principio dell’essenzialità della notizia. Inoltre, qualora non fosse possibile procedere alla cancellazione definitiva delle informazioni che lo riguardano, l’interessato può chiedere che l’accesso alla notizia sia limitato ad esempio attraverso la deindicizzazione della pagina web;
  • Il diritto all’aggiornamento dei dati, l’interessato ha il diritto di chiedere all’aggiornamento delle informazioni che lo riguardino, ad esempio in caso di assoluzione a seguito della conclusione di un processo.

Il GDPR prevede, inoltre, il potere in capo all’interessato che non veda accolta la propria richiesta entro il termine di 30 giorni, di ricorrere dapprima al Garante della Privacy al fine di far accertare l’illiceità del trattamento ed ottenere la cancellazione e/o la limitazione e/o la rettifica dei propri dati e poi chiedere il ristoro dei danni subiti, ai sensi dell’art. 2043 c.c. e nel caso si prospetti il reato di diffamazione anche agire in sede penale ai sensi dell’art. 595 c.p.p., nella forma aggravata di cui al c. 4 (diffamazione a mezzo stampa), della quale risponderanno anche il direttore, il vicedirettore, l’editore e lo stampatore, in quanto si inquadra, in capo ai summenzionati soggetti, una culpa in vigilando.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.