Giornata dell'orgoglio partenopeo il 30 settembre di ogni anno
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Ieri, 3 agosto 2020, la Giunta Comunale di Napoli ha approvato una Giornata dell’orgoglio partenopeo

Molti ricorderanno il lunedì appena trascorso come il giorno nel quale è stata approvata la delibera comunale, voluta da Luigi de Magistris (Sindaco di Napoli), che istituisce la “Giornata dell’orgoglio partenopeo”. 

Perché la Giornata dell’orgoglio partenopeo?

La giornata è stata istituita affinché, come riportato in una nota, i “napoletani possano ricordare con orgoglio i motivi per cui essere fieri della propria appartenenza identitaria“. Il giorno prescelto è il 30 settembre, così da poter ricordare le celebri Quattro Giornate di Napoli (tra il 27 e il 30 settembre del 1943). 

Una targa sarà posta in una delle piazze più rappresentative della bella Partenope, il 30 settembre del 2020, così da rappresentare degnamente la prima storica Giornata. 

La delibera

La delibera è stata proposta dalla Delegata del Sindaco e Responsabile di Napoli Città Autonoma, Flavia Sorrentino e da Fulvio Frezza, Vicepresidente del Consiglio Comunale. Questa decisione è parte integrante delle azioni proposte nel Manifesto di Autonomia della Città di Napoli e nasce con lo scopo precipuo di “salvaguardare la memoria storica, valorizzare la cultura napoletana, riconoscere il valore di quanti hanno lottato per la difesa delle nostre terre e celebrare chi, attraverso le proprie imprese, porta in alto il nome di Napoli nel mondo. La giornata si sostanzierà con un programma di eventi che sarà successivamente definito e l’attribuzione di un premio ai cittadini napoletani che nel corso dell’anno si saranno maggiormente distinti per i risultati raggiunti nel campo culturale, artistico, tecnico, scientifico, imprenditoriale“.

Proposta personale 

Un’idea molto interessante ma ritengo essere necessario la creazione di un Comitato ad hoc che decida cosa si debba festeggiare. Personalità super partes che, in base a criteri scientifici, possa stabilire eventi, personalità e fatti denotanti l’essere partenopeo, evitando al contempo (per quanto possibile) strumentalizzazioni politiche. 

Ad esempio, un Federico II di Hohenstaufen grazie al quale abbiamo l’omonima Università, un Raimondo di Sangro (Cappella Sansevero), un Giambattista Vico (Filosofia della Storia) non meritano tutti un posto d’onore nelle future Giornate dell’orgoglio partenopeo? Eventi quali lo scioglimento del Sangue di San Gennaro, il misterioso Uovo virgiliano custodito nel Castel dell’Ovo, le radici greco-romane rappresentano un segno distintivo del nostro essere napoletani. 

Scrivo questo solo per mostrare, in piccola parte, quanto sia difficile delineare con precisione la napoletanità di un centro abitato (come Parthènope alla fine dell’VIII secolo a.C.). 

Chi dovrà organizzare queste giornate ha una responsabilità enorme.