Giornata mondiale della voce
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Oggi, 16 aprile 2020, è la giornata mondiale dedicata alla Voce. Scopriamo insieme il perché di questa iniziativa  

Grazie agli Stati Uniti del Brasile, come vedremo, il 16 aprile è la Giornata Mondiale della Voce, meglio conosciuta con il suo acronimo inglese WVD (World Voice Day). 

Tante iniziative nel mondo per far comprendere alle persone la rilevante importanza della voce nelle nostre vite quotidiane. Uno strumento di comunicazione e di lavoro che va protetta e tutelata. 

Perché la Giornata mondiale della Voce 

Questa giornata è di grande importanza e deve essere ulteriormente valorizzata. 

Per una corretta ed efficace comunicazione interpersonale la voce riveste l’elemento chiave. Avere cura della propria voce e delle corde vocali che la producono è fondamentale. 

Bisogna essere coscienti delle diverse problematiche connesse alla nostra voce, conoscere i casi di malattia o di devianza, addestrare le nostre corde vocali e apprendere come sfruttare al meglio la nostra voce, scoprendo anche i suoi limiti. 

Questa giornata serve anche a rispondere a domande, quali: Come cercare aiuto e formazione? Come sostenere la ricerca sulla voce?

Applicazioni vocali

Non dobbiamo dimenticare che la produzione vocale è oggetto di studi, ricerche e applicazioni pratiche in diversi campi, quali ad esempio: medicina, psicologia, arte e medicina. 

La prima celebrazione brasiliana

Fu il Brasile, nel 1999, ad essere la prima nazione al mondo a dare vita ad una giornata specifica dedicata alla voce. Furono insegnanti di canto, medici e logopetisti a dare il via all’iniziativa. 

Presto, altri paesi seguirono questa lodevole iniziativa di sensibilizzazione. Da brasiliana divenne mondiale, come era giusto che fosse. 

Nel 2012 nacque anche un sito web ad hoc per coordinare le diverse iniziative e condividere le informazioni raccolte. 

Attualmente il sito è gestito da un team di 66 membri scientifici coordinati da Mauro Andrea, Mara Behlau e Thays Vaiano.

Per chi fosse interessato all’iniziativa, questo è il link per ulteriori informazioni.

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.