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Arrestato un 39enne di Giugliano, colpevole di aver aggredito con una mazza chiodata il suo vicino di casa transessuale

 

Ancora un episodio di violenza a Giugliano in Campania, dopo il caso che ha visto coinvolto il figlio di Tina Rispoli e del defunto boss di camorra Gaetano Marino.

Si tratta, stavolta, di un’aggressione molto probabilmente a sfondo omofobo: a commetterla è stato un 39enne pregiudicato, residente nella frazione di Varcaturo, che ha aggredito e pestato con una mazza chiodata il suo vicino di casa, un transessuale di 29 anni.

 

L’aggressione

Il fatto è avvenuto a Varcaturo, tra Giugliano e Pozzuoli, in una zona residenziale. Qui i carabinieri sono stati allertati dopo che il 39enne con precedenti penali aveva aggredito e colpito più volte il vicino di casa con una mazza di legno di 90 centimetri piena di chiodi arrugginiti.

L’intervento dei carabinieri è stato possibile grazie ad una telefonata disperata giunta durante l’aggressione. Solo l’intervento delle forze dell’ordine è riuscito a placare la furia dell’aggressore: la moglie di lui, una 34enne del luogo, aveva già tentato invano di sedare l’immotivata ira del marito.

La vittima è poi stata portata al pronto soccorso, dove è stato possibile riscontrare la presenza di tagli e contusioni guaribili, secondo il personale medico, in una decina di giorni. Contusioni e traumi sono poi stati riscontrati anche sulle braccia e sulle mani dell’aggressore e di sua moglie.

 

I precedenti

All’aggressione si è arrivati, stando alle informazioni raccolte dalle forze dell’ordine durante le indagini, dopo una serie di intimidazioni e comportamenti di chiara matrice omofoba.

Pare, infatti, che già durante gli ultimi due mesi la coppia avesse assunto atteggiamenti piuttosto scontrosi e provocatori nei confronti del vicino e della compagna 58enne.

Insulti, minacce verbali dal vivo e sui social network, moltissimi dispetti di pessimo vicinato hanno tracciato il percorso che ha poi condotto all’aggressione fisica.

Non sembra ci fossero altri possibili motivi di attrito tra le due coppie: dalle vittime non sono mai stati riscontrati atteggiamenti fastidiosi nei confronti dei loro vicini di casa, o comunque nessun tipo di comportamento che potesse portare gli aggressori a reagire in questo modo.

 

Il movente omofobo

Nonostante si faccia un gran parlare di tolleranza e rispetto, dunque, episodi del genere sembrano ancora ben lontani dal cessare.

Le iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica non mancano di certo, ma il problema dell’omofobia sembra ancora essere parecchio diffuso in tutta Italia, con una particolare incidenza in alcune zone o in ambienti arretrati da un punto di vista culturale.

Una mentalità sulla quale bisognerà assolutamente continuare a lavorare, onde evitare il ripetersi di episodi del genere ancora, purtroppo, troppo frequenti.

Stavolta le conseguenze sono state limitate ad alcune ferite che, fortunatamente, sembrano dover guarire in breve tempo.

Non è sempre stato così e, purtroppo, non sempre lo sarà: basta un attimo perché un episodio di questo tipo possa avere un epilogo peggiore.

Lavorare sulla mentalità degli italiani sembra, dunque, dover essere una priorità ancora per un bel po’ di tempo.

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Sarnataro Carla, nata a Villaricca il 21 giugno del 1993, ha conseguito il diploma nel 2012 presso il Liceo scientifico A.M. De Carlo a Giugliano, mentre la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche nel 2015. A luglio 2018 ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La scrittura è una passione recondita che pian piano sta fiorendo attraverso diversi sbocchi; la lettura l’accompagna sin da piccola insieme ad altre passioni artistiche come la pittura e il disegno.