Giustizia digitale: via alla riforma in Cassazione

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Si parla di Rivoluzione 4.0 per la giustizia digitale: per qualcuno può sembrare un termine abusato, ma il rinnovamento, lo snellimento e il miglioramento del processo di legittimità è assolutamente una priorità.

Nel mese di settembre del 2017 si è tenuto presso l’aula magna della Corte di Cassazione un convegno dal titolo “L’informatica al servizio del paese: strategie per la giustizia”.

A promuoverlo il team dell’Innovation group costituito da Ileana Fedele, Antonella Ciriello e Giuseppe Corasaniti, che si sta occupando da tempo dell’informatizzazione appunto del processo di legittimità e per contribuire ad una maggiore sensibilità digitale in ambito ordinamentale della giurisdizione.

Gli ultimi dati a livello mondiale riferiscono che la digitalizzazione aiuta ogni ambito della vita di un Paese, consentendo di risparmiare cifre ingenti a pubblico e privato, aumentando anche la produttività in ogni ambito. A proposito, sempre nel mese di settembre, il Ministero della Giustizia ha riferito di aver pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 14 settembre 2017 tramite il quale sono autorizzate le notifiche penali digitali da parte delle cancellerie della Cassazione.

Dopo il primo via libera avvenuto a gennaio del 2016 relativamente alle comunicazioni e notificazioni da parte delle cancellerie delle sezioni civili, si tratta di un ulteriore step verso la digitalizzazione e lo snellimento delle procedure. In sostanza, dunque, il decreto è entrato in vigore alla fine del mese di settembre, con particolare soddisfazione da parte del Ministro della Giustizia uscente, Andrea Orlando, e dello stesso presidente della Cassazione Giovanni Canzio.

I temi caldi 4.0 in Cassazione

Durante il convegno organizzato dall’Innovation Group in Cassazione, sono stati trattati temi importanti, ma altrettanto degno di nota è il fatto che allo stesso abbiano partecipato i massimi esponenti della giurisdizione di legittimità, nonché rappresentanti del Ministero della Giustizia, del Consiglio Superiore della Magistratura, dell’avvocatura di Stato e del libero foro.

Ciascuno ha portato il proprio contributo in un libero confronto che ha avuto lo scopo di analizzare prospettive, sbocchi ed opportunità della digitalizzazione, perché l’impressione che si ha in Italia è che in alcuni ambi la digitalizzazione e lo sviluppo siano addirittura “subiti”. Questo tipo di convegni, inoltre, oltre a servire per il confronto, è fondamentale per allargare gli orizzonti e avvicinare un numero sempre maggiore di magistrati che dovranno occuparti della cosiddetta “nomofilachia telematica”, ovvero la valutazione della legittimità dell’applicazione delle norme tecniche in merito ai processi telematici.

Al convegno “L’informatica al servizio del paese: strategie per la giustizia” sono intervenuti, tra gli altri, anche “i padroni di casa”, il presidente e il presidente aggiunto della cassazione, Giovanni Canzio e Renato Rordorf, oltre al procuratore generale Pasquale Ciccolo, Giovanni Amoroso direttore del Massimario, Maria Rosaria San Giorgio e Ercole Aprile del Consiglio Superiore della Magistratura, il presidente del CED Vincenzo di Cerbo, e ancora il direttore della DGSIA del Ministero Pasquale Liccardo, i professori Giovanni Sartor (Università di Bologna), Donato Limone (Unitelma Sapienza) e Sebastiano Faro (direttore ITTIG del CNR). Proprio ai tre docenti è spettato il compito di fare il punto sulle innovazioni in materia che sono già operative in altri Paesi.

Cassazione: il deposito telematico del ricorso di legittimità

Quanto all’Italia, infatti, se è pur vero che sia stata la prima in Europa ad informatizzare il processo civile, non sembra esserci una visione di insieme delle prospettive digitali di settore, quelle in sostanza che fanno la differenza nella Giustizia. Il convegno, tra le altre cose, è stato dedicato al magistrato informatico Renato Borruso, che già negli anni ’80 aveva immaginato quello che sarebbe stato il futuro digitale del diritto in sette step, passando tra le altre cose attraverso il censimento e la ricerca delle leggi tramite personal computer, oltre alla sostituzione della legge con un software.

Durante il dibattito, sono stati evidenziati i prossimi passi verso la digitalizzazione della Corte di Cassazione e del sistema giustizia in generale: il futuro è rappresentato dal deposito telematico del ricorso di legittimità.