Sorprese dallo spazio: gli anelli di Saturno hanno solo 100 milioni di anni
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La ricerca italiana ha sempre più peso nello studio del Sistema Solare: scoperte importanti arrivano dai dati inviati dalla sonda Cassini

Le ultime scoperte sul gigante gassoso provengono dalla fondamentale missione della sonda Cassini. Le analisi rivelano alcuni importanti dettagli sulla composizione e l’età dei famosi anelli che cingono il pianeta.

Gli anelli non sono nati con Saturno

Gli ultimi dati giunti dalla sonda rivelano che i celebri anelli sono molto più giovani rispetto al pianeta. La teoria avanzata qualche tempo fa dagli astronomi trova oggi importanti conferme nei dati della missione iniziata nel 1997.

Stando ai dati trasmessi dalla sonda, la nascita degli anelli sarebbe da attribuire all’impatto tra una cometa di grosse dimensioni e un satellite di Saturno. L’impatto esplosivo avrebbe poi catapultato nell’orbita gravitazionale del pianeta materiale roccioso e detriti di ogni forma e dimensione. Nel tempo e per gli effetti delle forze gravitazionali esercitate dall’enorme massa del pianeta, il materiale si sarebbe stabilizzato nelle orbite osservabili oggi per formare gli anelli come li conosciamo.

Cassini e l’Università di Roma continuano a dare lustro al nostro paese

La sonda è stata sviluppata grazie ad una importante collaborazione internazionale tra le agenzie italiana (ASI), europea (ESA) e la statunitense NASA. Ad assurgere alla ribalta delle cronache mondiali non vi è quindi solo la missione cinese sulla faccia nascosta della Luna, ma anche l’Italia, che contribuisce in maniera decisiva a significative scoperte interplanetarie. Cassini infatti, prima di “esalare l’ultimo respiro” nel mese di settembre 2017, ha effettuato un’ultima importante missione nella sfera gassosa del pianeta.

I dati trasmessi, sono stati elaborati e pubblicati nell’edizione online di Science grazie ad alcuni ricercatori italiani, coordinati da Luciano Iess del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale di Sapienza Università di Roma.

sonda cassiniQual è la relazione tra la massa e l’età degli anelli?

Saturno si è formato assieme al sistema solare in tempi molto più remoti, circa 4,5 miliardi di anni fa, mentre gli anelli potrebbero risalire all’epoca in cui gli ultimi dinosauri abitavano la Terra. I risultati della ricerca sono stati ottenuti grazie alle misure effettuate dalla sonda durante gli ultimi passaggi ravvicinati del pianeta, tra l’atmosfera e gli anelli.

Misure effettuate in precedenza da Cassini avevano mostrato che gli anelli sono composti al 99% da ghiaccio e da impurità pari all’1% della massa totale. La sonda aveva anche determinato il flusso di particelle contaminanti (microscopici granelli di silicati) presenti attorno a Saturno. Misurando la massa degli anelli è stato quindi possibile risalire alla quantità di impurità accumulate e quindi determinare il tempo necessario perché si depositassero: da 10 a 100 milioni di anni.

Le origini della missione

La missione della sonda Cassini-Huigens é stata realizzata in collaborazione tra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Il vettore con la sonda, un razzo tipo “Titan 4B”, è partito da Cape Canaveral, lanciandosi nell’atmosfera terrestre nel 1997. Il lungo viaggio è terminato nel luglio 2004, quando la sonda, ha potuto raggiungere l’orbita di Saturno. Con la manovra conclusiva della missione, gli scienziati, sono stati in grado di utilizzare il propellente rimasto per far precipitare la sonda nell’atmosfera del pianeta. Questa precauzione ha evitato qualsiasi possibile contaminazione degli esohabitat delle lune di Saturno. Le importanti rilevazioni trasmesse hanno permesso di determinare separatamente la massa degli anelli e la gravità del pianeta rimarcando la leadership italiana nell’esplorazione dell’universo.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.