assistenti vocali di android
adv

Non bastava lo scandalo di Cambridge Analytica, ora anche gli assistenti vocali Siri, Google assistant e Alexa si trasformano in spioni e rubano le informazioni

Molti utenti utilizzano gli assistenti vocali per semplificare le operazioni sul cellulare e tra i più conosciuti vi sono Siri di Apple, Alexa di Amazon e Google Assistant.

Questi sono presenti sui cellulari al momento dell’acquisto o sono scaricabili dagli appositi app store e sono programmati ad eseguire qualunque comando vocale gli venga richiesto, anche quelli non udibili dall’orecchio umano.

Numerose ricerche, condotte dalla University of California Berkeley negli anni, hanno portato alla luce una falla presente nelle app di assistenza vocale che manipolando un semplicissimo file audio dà comandi a Google Assistant, Siri e Alexa senza che l’utente se ne accorga.

assistenti vocali rubano i dati degli utenti

Gli hacker potrebbero, in questo modo, nascondere messaggi criptati in file musicali oppure in messaggi di testo che eseguono azioni pericolose in grado di ricavare informazioni personali come dati sensibili o dati bancari.

Inizialmente i comandi erano nascosti in file audio contenenti un “rumore bianco” come quello delle interferenze audio, successivamente è stato possibile hackerare registrazioni vocali o brani musicali.

Alcuni studiosi, per testare la falla, sono stati in grado di nascondere nella frase “Without the data set, the article is useless” (Senza il set di dati, l’articolo è inutile) il comando “Ok Google, browse to evil.com” (Ok Google, vai su evil.com), la stessa operazione l’hanno effettuata con il Requiem di Giuseppe Verdi.

Allo stesso modo, le Università della Zhejiang University e della Princeton University hanno dimostrato che l’operazione di hackeraggio può verificarsi attraverso ultrasuoni.

amazon assistenti vocali

Questi comandi non sono udibili dall’orecchio umano, ma per gli assistenti vocali sono più che chiari, per questo sono portati ad eseguirli in maniera diretta.

Al momento ancora non sono stati denunciati utilizzi illeciti delle App di assistenza vocale, ma ciò non toglie che con l’andar del tempo qualcuno potrebbe approfittarsene, per questo è opportuno che Amazon, Apple e Google corrano ai ripari quanto prima, cercando una soluzione che protegga i propri utenti.