Attacco Torri Gemelle
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A causa degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001: si continua a morire . Vediamo il perché

L’11 settembre 2001 è una data storica per la nostra età contemporanea.  Al Qaeda, grazie agli attacchi terroristici portati avanti in quel fatidico giorno dai suoi diciannove terroristi, ha provocato una serie di conseguenze che non si sono ancora esaurite in questo settembre 2019.

Nell’articolo di oggi, tratteremo di un aspetto poco noto ma molto attuale: non tutti sanno che gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 stanno ancora provocando ancora morti.

Le polveri mortali dell’11 settembre 2001

Tra passeggeri degli aerei coinvolti, gli occupanti dei grattacieli crollati e i diversi soccorritori sono decedute 2996 persone, mentre i feriti furono più di 6000. Purtroppo, le morti collegate a quell’11 settembre non accennano a diminuire, soprattutto tra i vigili del fuoco di New York.

Da una ricerca ematica svolta dall’Albert Einstein College of Medicine (Yeshiva University) è stata rilevata una tragica realtà: i soccorritori, ancora dopo 18 anni, stanno avendo problemi molto gravi al sistema cardiocircolatorio e al cuore.

Daniel A. Nigro, Commissario dei Vigili del Fuoco della Grande Mela, ha affermato che “Ogni anno la già impressionante lista delle perdite subite dai vigili del fuoco continua ad allungarsi a causa di malattie che costano la vita a coloro che coraggiosamente e con dedizione hanno servito la nostra città“.

Queste complicazioni, spesso mortali, sono state provocate dall’esposizione alle sostanze tossiche che saturarono l’ambiente circostante subito dopo gli attacchi alle Torri Gemelle.

Memoriale di Ground Zero

Monumenti per ricordare gli eroi di Ground Zero

Queste vittime non sono però ricordate nel memoriale di Ground Zero. Fino ad oggi, perché le autorità hanno deciso di commemorare il loro sacrificio con sei monoliti recanti la scritta A coloro le cui azioni nei tempi di bisogno portarono a malattie, ferite e morti.

Secondo la nostra opinione ricordare questi martiri non solo è giusto ma è doveroso.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.