Glooci
Glooci: una nuova app per conoscere i Beni Culturali (fonte Il Desk)
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Glooci è il nome di un’app elaborata da una giovane start-up italiana, The Thinking Clouds, presentata ufficialmente nei giorni scorsi allo Smau di Berlino

Il turista, mediante tale applicazione, potrà avere un amico virtuale: il Genius Loci, che gli farà da cicerone nelle città selezionate nel progetto.

Glooci: un’app made in…Benevento

L’app Glooci è stata ideata da un gruppo di giovani imprenditori, chiamato The Thinking Clouds. La start up, che ha la sua sede a Benevento, è operativa nel campo della gamification e più in generale nella creazione di contenuti multimediali. In virtù di questa mission, The Thinking Clouds ha deciso di allargare recentemente la sua attenzione anche al settore dei Beni Culturali.

Il brand si era fatto notare positivamente già a novembre dello scorso anno, partecipando ad una rassegna internazionale promossa da Invitalia e dedicata alla valorizzazione dello Smart Tourism. Il progetto dell’app Glooci, in questa occasione, era stato premiato per la sua innovatività, classificandosi al terzo posto in una graduatoria formata da circa 130 concorrenti. Dal 19 al 21 giugno 2019, The Thinking Clouds ha poi potuto esporre il suo prodotto multimediale allo Smau di Berlino: un’altra importante vetrina, grazie alla quale il gruppo ha potuto ottenere ulteriori consensi anche dal mercato tedesco.

Glooci: un’app per un migliore approccio verso i BB.CC.

Da dove nasce questa singolare idea della giovane start-up italiana? Molto spesso, i turisti hanno la possibilità di visitare e conoscere un determinato luogo utilizzando le audioguide. Trattasi di strumenti che, per quanto utilissimi per la ricchezza e la precisione delle informazioni fornite, non riescono sempre a coinvolgere l’utente sul piano emozionale. In qualche caso, inoltre, la terminologia impiegata non è di chiara comprensione per tutti.

Benevento
L’app Glooci sarà sperimentata a Benevento (fonte Turismo.it)

Ecco, dunque, che l’app Glooci mira proprio ad offrire un prodotto versatile ed efficace, adatto, soprattutto, ad un pubblico variegato che potrà interagire in maniera diretta e spontanea con un singolare personaggio. Il Genius Loci, infatti, costituirà non solo una guida virtuale ma un vero e proprio spirito protettore del luogo che il turista visiterà mediante l’app. L’ispirazione per questo tipo di personaggio proviene dalla storia dell’antica Roma, dove era abbastanza radicato il suo culto

Benevento: prima città per la sperimentazione di Glooci

La prima città in cui Glooci sarà sperimentata è Benevento: non solo perché i membri di Thinking Clouds sono originari del capoluogo sannita ma anche e soprattutto perché quest’ultimo si presta al meglio, viste le sue dimensioni, per la verifica delle sue potenzialità: “La nostra prima sfida – affermano Alina Gnerre e Livio Ascione, membri dello staff di Thinking Clouds – è nata dalla consapevolezza che piccoli centri d’arte come Benevento, la nostra città, avessero bisogno di una spinta per generare un maggiore indotto turistico. Non solo marketing territoriale, ma storytelling emozionale e interazione”.

Dunque, l’app Glooci è stata sviluppata attraverso l’intreccio di competenze scientifiche ed umanistiche: dalla conoscenza approfondita dei meccanismi che guidano le cosiddette Intelligenze Artificiali alla capacità di narrazione e di coinvolgimento emotivo. Nel caso di Benevento, in virtù della sua storia, il Genius Loci avrà forme femminili: sarà una donna longobarda, infatti, a prendere per mano il turista, rispondendo ad ogni sua domanda.

Da luogo a luogo, ovviamente, i connotati di questo virtuale cicerone cambieranno a seconda della particolarità dei contesti: “Glooci, è un passo in avanti verso una più coinvolgente esplorazione del territorio – afferma in ultima analisi Alina Gnerre – uno strumento che le piccole città d’arte possono utilizzare per generare indotto turistico anche dove non è possibile una programmazione di eventi.”

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.