Good Omens, Prime Video fa centro grazie a Neil Gaiman
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La mano del co-autore del libro si fa sentire nella trasposizione di Good Omens, arrivata pochi giorni fa su Amazon Prime Video

 

Ci sono opere che solo a metterci mano ci si fa carico di un grosso rischio, quello di venir attesi al varco da un cospicuo numero di fan che una trasposizione di quell’opera la stanno aspettando da anni, quando non decenni, e non sono disposti a perdonarti nessun errore. Di tale categoria fa parte Good Omens (tradotto in italiano, in maniera abbastanza aberrante, Buona Apocalisse a Tutti!), libro edito nel 1990 da Neil Gaiman e Terry Pratchett e dal quale Amazon ha voluto trarre questa serie di sei episodi da distribuire sulla piattaforma Prime Video. Il risultato sarà stato degno delle aspettative?

L’ineffabile mano dell’autore

Lo diciamo da subito: Good Omens è una serie che convince e riesce a centrare in pieno quello che era lo spirito del libro scritto dai due giganti della fantascienza. Per giungere a tale risultato sono stati fondamentali, probabilmente, due fattori in particolare. Il primo è il visibilissimo contributo dello stesso Gaiman, che ha partecipato attivamente alla scrittura della serie accettando compromessi solo laddove fosse realmente necessario riuscendo ad omaggiare meravigliosamente anche lo stile del compianto Pratchett, con il quale Gaiman lavorò anche all’idea di un seguito. Sequel che non ci sarà, e qui veniamo al secondo principale motivo della riuscita della serie: Good Omens si concluderà con questi sei episodi, senza andare ad attingere al materiale appuntato all’epoca da Gaiman e Pratchett per il continuo del libro (materiale che, come precisato dallo stesso Gaiman, è inoltre già stato in parte inserito in questa stagione: un esempio è la presenza del personaggio di Gabriele). Sei episodi che bastano e avanzano per concentrare in maniera efficace gli eventi, senza dilungarsi inutilmente o inventarsi filler di dubbia qualità.

Il cast perfetto

Succede raramente, inoltre, che le scelte fatte in sede di casting si rivelino così dannatamente azzeccate. Azraphael e Crowley, l’angelo e il demone protagonisti dell’opera e interpretati rispettivamente da Charlie Sheen e David Tennant sono semplicemente perfetti, sembrano uscire direttamente dall’immaginazione di un lettore che sfogli le pagine del libro. Azzeccate anche le scelte per quanto riguarda i comprimari, da Anatema Device a Newton Pulsifer, passando ovviamente per Adam e I Quelli, fino alle meravigliose voci prestate rispettivamente a Dio e a Satana da Frances McDormand e Benedict Cumberbatch. Azzeccatissima, tra l’altro, l’idea di utilizzare Dio come voce narrante, espediente che potrà non piacere a tutti ma che fa sì che non vada persa nessuna sfumatura di quel meraviglioso british humor del quale è cosparso il testo. Good Omens, insomma, è una serie che fa esattamente ciò che deve fare e che si merita una promozione a pieni voti.

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.