Oggi Google celebra la nascita di Joseph Antoine Ferdinand Plateau, il famosissimo fisico belga inventore del fenachistoscopio
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Google, oggi, celebra la nascita di Joseph Antoine Ferdinand Plateau, il famosissimo fisico belga inventore del fenachistoscopio, un strumento ottico grazie al quale è possibile visualizzare immagini animate

La vita di Joseph Antoine Ferdinand Plateau

Joseph Antoine Ferdinand Plateau nacque a Bruxelles nel 1801, all’età di 6 anni sapeva già leggere, strabiliante per l’epoca. Fin da piccolo, si appassionò alla materie scientifiche prediligendo la fisica. Plateau era completamente affascinato dagli esperimenti e dalle dimostrazioni che osservava in classe.

Plateau si laureò in Scienze Matematiche e Fisiche presso l’Università di Liegi nel 1829. I suoi studi si concentrarono sulla retina ed in particolare sul fenomeno della persistenza delle immagini sulla retina. Per studiare meglio questo fenomeno Plateau realizzò un esperimento che consisteva nell’osservare il sole per alcune decine di secondi, in modo da calcolare poi il tempo di persistenza dell’immagine del disco solare quando chiudeva gli occhi. Plateau non era a conoscenza della pericolosità di quest’esperimento che in vecchiaia lo portò ad essere quasi completamente cieco.

Nel 1832 inventò il fenachistoscopio, uno strumento che contribuì allo sviluppo della tecnica cinematografica, poi perfezionata dai fratelli Louis e August Lumière. Nel 1835 seguito divenne docente di fisica applicata presso l’Università di Ghent. Quello del fenachistoscopio non fu l’unico interesse di Plateau. Il fisico belga, nel corso degli anni, studiò anche il fenomeno della capillarità e della tensione superficiale e contribuì ai primi studi sull’instabilità capillare di un cilindro liquido ed infine, si dedicò alla risoluzione del problema matematico della definizione di una superficie minima con confini dati, tant’è che oggi questo problema porta il suo nome.

Cos’è il fenachistoscopio e come funziona?

Il fenachistoscopio, conosciuto anche con il nome di fantascopio, il termine deriva dalla parola greca phenakizein, che significa “ingannare”. Questo strumento ottico rudimentale, infatti, crea l’inganno da la sensazione a chi sta guardando che le immagini sulla tavola siano in movimento. Il fenachistoscopio è composto da due dischi, il primo disco contiene una sequenza di immagini mentre il secondo contiene una serie di finestre rettangolari, attraverso le quali osservare l’animazione derivante da una sequenza di immagini fisse. I due dischi, posti innanzi ad uno specchio, se fatti ruotare ad una determinata velocità danno l’illusione che le immagini siano in movimento. Per generare quest’illusione è importante che imprimere la giusta rotazione in modo che le immagini si susseguano più velocemente della loro permanenza sulla retina, dando quindi l’idea che si stiano muovendo. Un po’ come avviene oggi con le GIF.

Questo dispositivo ebbe un enorme successo, furono realizzati anche delle varianti al modello originale ideato da Plateau. Il fisico belga, tuttavia, non accolse bene le versioni alternative, anzi protestò a lungo affermando che le stesse erano di scarsa qualità e che per questo avessero una scarsa resa.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.