Google+ chiude i battenti: la causa è uno scandalo informatico
adv

Un nuovo scandalo informatico travolge questa volta Google+. Il social di Google chiuderà presto i battenti

Google+ chiude i battenti. L’annuncio choc segue la scoperta di una vulnerabilità nella piattaforma social, che ha esposto i dati sensibili di circa 500mila utenti, potenzialmente a rischio tra il 2015 e i primi mesi del 2018. Tra i dati sensibili esposti al furto da parte di terze parti ci sono quelli relativi a: indirizzo email, dati anagrafici e professione, foto. I dati sono stati potenzialmente accessibili a 438 applicazioni esterne, anche laddove gli utenti abbiano deciso di nasconderli con le impostazioni della privacy.

Google+ chiude: lo scandalo annunciato in ritardo

L’annuncio di Google giunge a mesi di distanza dalla effettiva scoperta della falla informatica e dall’adozione delle contromisure necessarie. Google ha difatti comunicato di aver ripristinato la sicurezza del social già lo scorso mese di marzo. Il motivo di questo colpevole silenzio è dovuto alle vicende parallele di Facebook, che nello stesso periodo veniva investita dallo scandalo Cambridge Analityca. L’azienda di Mountain View ha deciso di tacere sulla vicenda interna per non essere travolta dall’onda emotiva che stava scuotendo, sin dalle fondamenta, il colosso di Zuckerberg.

Google sostiene infatti che le due vicende non siano paragonabili, innanzitutto per il numero di utenti coinvolti: 500 mila per Google+, 87 milioni per Facebook. Inoltre non vi è attualmente nessuna prova che la falla di sistema abbia dato luogo al furto e all’uso improprio dei dati sensibili degli utenti, a differenza di quanto era accaduto per Facebook.

Google+ fallimento

Google+ chiude: i rischi delle sanzioni previste dal GDPR

Con le nuove disposizioni previste dal GDPR, Google avrebbe rischiato di incappare nelle pesanti sanzioni previste per chi non rispetta l’obbligo di comunicare gli incidenti informatici entro 72 ore dalla loro scoperta. L’adozione del nuovo Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali a maggio, metterebbe però al riparo Mountain View dal rischio di multe onerose. Difatti, a quella data, Google aveva archiviato la vicenda della falla informatica di Google+ già da due mesi.

Google+ chiude: storia di un fallimento (annunciato)

D’altra parte, l’annuncio della chiusura del social, è l’ammissione implicita di uno dei più grandi fallimenti di Google. Nato nel 2011 per contrastare l’ascesa di Facebook, Google+ non è mai decollato, anche a causa di un’esperienza d’uso molto meno intuitiva rispetto all’ingombrante vicino. Ciò, nonostante la piattaforma social sia collegata al motore di ricerca più usato al mondo. I numeri sono impietosi: a fronte di 2 miliardi di profili attivi ogni mese su Facebook, Google+ si ferma a poco più di 100 milioni. Dopo la chiusura, verrà trasformato in uno strumento aziendale.