Google presenta la sua ultima creatura e lo fa per semplificare la programmazione su computer quantistici.
Quantum chip
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Google presenta la sua ultima creatura e lo fa per semplificare la programmazione su computer quantistici.

Cirq e le vie di Google

Google cerca di semplificare l’accesso alla programmazione sui computer quantistici (dispositivi che utilizzano i fenomeni tipici della meccanica quantistica per il trattamento e l’elaborazione dei dati) e lo fa tramite un software in grado di aiutare gli sviluppatori a programmare su macchine quantiche, tra cui Bristlecone, il processore di Google da 72 qubit (quantum bit).

Cirq, questo il nome dell’ultima creazione di Mountain View, non è altro che un framework Open Source operante per i computer che fanno uso di algoritmi NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum, dispositivi con 50-100 qubit).

Computer quantistici: cosa sono

È bene specificare che i computer quantistici sono dispositivi a differente lettura e calcolo: invece dei bit digitali, che possono assumere valori nel codice binario di “0” o di “1”, le macchine quantistiche utilizzano i quantic bit, spesso abbreviati in qubit, che possono assumere contemporaneamente il valore sia di “0” che di “1”.

Vale a dire che con uno stesso quantitativo di qubit si può avere una potenza di calcolo incredibilmente superiore rispetto al corrispettivo in bit.

Ovviamente, queste macchine necessitano di un software ed un linguaggio differenti da quello delle macchine cui siamo abituati e, ad oggi, ben pochi sono gli sviluppatori competenti in questo ambito.

Google presenta la sua ultima creatura e lo fa per semplificare la programmazione su computer quantistici.

Tecnologia quantica in Europa

Nonostante la fase embrionale dell’informatica quantistica, l’Europa ha già investito tanto su questa tecnologia: oltre un miliardo di euro è stato stanziato per progetti basati sulla meccanica quantica che vanno fino al 2020. Oltre a Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, anche l’Italia sta provvedendo, grazie anche alla collaborazione tra INRIM e CNR ed alla collaborazione tra l’Università di Padova e ASI, ad una comunicazione quantistica più ampia e rafforzata.

L’Europa, conscia dell’ampio distacco che le società asiatiche e quelle californiane hanno sulle aziende europee nella corsa all’IA, tenta dunque di portarsi in vantaggio cercando il riscatto nella computerizzazione quantistica.

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Nato a Napoli nel 1993, consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Umberto I, dopodiché decide di abbandonare gli studi canonici per dedicarsi alla scrittura ed alla recitazione. Per quest’ultima si trasferirà a Roma, frequentando accademie e laboratori di recitazione, che lo porteranno a tornare a Napoli nel 2017. La scrittura è una passione che, fin dall’adolescenza, è divenuta sempre maggiore, affiancandosi all’amore per il cibo e per i videogiochi.