Graziano Mesina è scomparso dalla Sardegna
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E’ riuscito a far perdere le proprie tracce ad Orgosolo (Nuoro) il temuto bandito sardo Graziano Mesina

Il più celebre tra gli esponenti del banditismo sardo del secondo dopoguerra, questo è stato Graziano Mesina, l’uomo che da ieri sera, 2 luglio 2020, è riuscito a far perdere le proprie tracce (per l’ennesima volta) alle Forze dell’Ordine. 

La condanna definitiva a 30 anni e la presunta fuga

I Carabinieri di Nuoro si erano presentati, ieri sera, a casa di Mesina a Orgosolo, Provincia di Nuoro, per prelevarlo e portarlo in carcere dopo la condanna, da parte della Cassazione, a 30 anni di reclusione per il grave reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. 

Già prima della sentenza, per la prima volta da un anno a questa parte, Graziano Mesina non si era presentato alla locale stazione dei Carabinieri per la firma giornaliera d’obbligo. 

raziano Mesina (Fonte Wikipedia)

Perché Graziano Mesina si trovava libero?

Mesina si trova in libertà perché scarcerato dopo l’avvenuta condanna in appello per decorrenza dei termini. 

Con il pronunciamento della Cassazione decade la grazia che gli era stata concessa, il 25 novembre del 2004, da Carlo Azeglio Ciampi (Presidente della Repubblica) e da Roberto Castelli (Ministro della Giustizia). 

Spaccio di droga

La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Cagliari ritiene che Graziano Mesina sia il leader di due gruppi criminali sardi dediti allo spaccio di droga nell’isola

attivi in punti geografici della Sardegna per coprire l’approvvigionamento di vari tipi di droga, con base in queste due zone dell’isola.

Una vita dedita al banditismo

Mesina, nato ad Orgosolo il 4 aprile del 1942, è noto nel mondo criminale anche con lo pseudonimo di Gratzianeddu

Penultimo di 11 figli, è stato in carcere, a più riprese, per un periodo complessivo di 40 anni ed ha tentato per 22 volte di evadere, in 10 casi ci è riuscito. 

Gratzianeddu rappresenta un mondo ormai quasi del tutto scomparso: quello del banditismo che per tanti anni ha funestato la bella Sardegna. Divenne famoso per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam (1992), figlio di un ricco ismaelita. 

Durante uno dei suoi permessi, cercò di mediare tra i rapitori del ragazzo e le competenti autorità. Rapito a Porto Cervo il 15 gennaio, Kassam fu liberato a luglio dello stesso anno.

Vogliamo ricordare, in questo articolo, due vicende che lo vedono come protagonista. 

Il suo primo arresto avvenne a 14 anni, nel 1956, per essere stato scoperto in possesso di un fucile calibro 16, ovviamente rubato. Mesina ha riferito che per questa bravata è stato condannato a 5 anni di carcere, con due anni abbonati tramite perdono giudiziario. 

Già da anni in carcere per omicidio, Mesina riuscì ad effettuare una dei suoi tentativi di fuga più spericolati durante l’Estate del 1964

Durante un trasferimento in treno, per una deposizione in un processo, riuscì ad evadere da una toilette del treno in corsa. 

Poco dopo si sarebbe consegnato spontaneamente alle Forze dell’Ordine, sembra, per non dare noie al carabiniere che lo aveva in custodia. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.