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Dall’uscita dei dischi allo stato solido, o SSD, i personal computer hanno conosciuto una vera e propria rivoluzione. Maggiore sicurezza, resistenza, velocità e durabilità sono solo alcuni dei pregi di un SSD rispetto a un più tradizionale Hard Disk. Non possedendo parti meccaniche, inoltre, i Solid State Drive permetterebbero minore sviluppo di calore e conseguente consumo di batteria.

Nonostante gli SSD presentino caratteristiche strabilianti, spesso, si è alla ricerca di un’ottimizzazione degli stessi per permettergli di esprimere il loro potenziale al massimo. Sono molti i produttori che, grazie a delle suite proprietarie, permettono un’ottimizzazione automatica del SSD. Ricordiamo ad esempio Samsung Magician o l’applicazione di Kingston HyperX.

Molte applicazioni di questo genere, però, funzionano solo su SSD proprietari e non su altri di vari brand. Cosa fare quando questi Software mancano?

Se si utilizza MacOS

Il primo e più facile dei consigli sull’ottimizzazione degli SSD nasce comprendendo la natura di MacOS. Abbiamo già parlato in altri articoli di come questo sistema operativo sia quasi completamente incentrato su automatismi.

Da script di mantenimento a riconoscimento automatico del formato MacOS da utilizzare in base al proprio disco, questo sistema operativo è noto per gestire autonomamente tutto.

Effettivamente non vi è alcuna operazione che sentiamo di consigliarvi per migliorare le prestazioni di un SSD su MacOS se non una: non fate assolutamente nulla!

Scaricare software di dubbia provenienza o tentare ottimizzazioni inutili potrebbero solo portare a danni al vostro SSD o riduzioni del suo ciclo vitale. Anche limitare la scrittura su disco porterebbe più svantaggi che altro.

Il ciclo vitale di un SSD si attesta ormai su scrittura di vari Petabyte (ognuno dei quali corrisponde a un milione di Gigabyte). È assolutamente inutile, per un utilizzo tradizionale che si fa di un computer, temere che questa soglia sia troppo bassa. Molto probabilmente cambierete computer prima che l’SSD abbia esaurito il suo ciclo vitale.

Contemporaneamente, limitando le possibilità del sistema di scrivere su SSD, si potrebbe intralciare il lavoro di ottimizzazione del vostro Mac, rallentandolo inesorabilmente. Prendendo spunto da un detto inglese, “Sometimes less is more” (A volte di meno è di più). Meno operazioni vi limiterete ad eseguire per ottimizzare il vostro SSD, più il vostro PC ne sarà grato.

C’è un’eccezione!

Gli SSD utilizzano solitamente una tecnologia denominata TRIM per migliorare le loro prestazioni. Questa tecnologia permette una periodica ottimizzazione dell’SSD in modo completamente automatico, tenendo il vostro dispositivo quasi come nuovo.

Se acquistate un prodotto Apple con SSD proprietario, il TRIM sarà abilitato di default. Utilizzando, invece, un SSD di terze parti su un Mac, il TRIM risulterà disabilitato. Sarà necessario utilizzare dei Software esterni per attivare in modo sicuro questa tecnologia, come ad esempio Trim Enabler 4. Pur essendo a pagamento, questo software offre un’interfaccia semplice e pulita e rappresenta un potente alleato per il vostro SSD.

Per un’alternativa gratuita potete provare Chameleon SSD Optimizer, per quanto non venga aggiornato da un po’ e non se ne garantisce la piena compatibilità con le versioni più recenti di MacOS.

Se si utilizza Windows

Sul sistema operativo di Microsoft c’è molto di più da fare (e non fare). Lasciate che vi diciamo subito una cosa da mettere in chiaro: Windows sa alla perfezione se avete un SSD e come mantenerlo al meglio.

In rete sono moltissimi i consigli per mantenere al meglio un SSD su Windows e vanno da disattivazioni delle deframmentazioni, dei file di paging e perfino dell’ibernazione. Non consigliamo assolutamente nessuno di questi metodi, poiché privano di prestazioni preziose e minano la vostra esperienza utente.

Questi consigli nascono in realtà dalla ricerca di un ciclo vitale più ampio per gli SSD, che come ribadito all’inizio, è in realtà sufficientemente lungo per non preoccuparsene.

Cosa si può fare quindi per migliorare effettivamente le prestazioni di un SSD su Windows? In primo luogo abilitare il TRIM, come già fatto su MacOS. Per farlo andate premete contemporaneamente il tasto Windows e la lettera R. Nella finestra “Esegui” digitate CMD.

Aprendo come amministratore un Prompt dei comandi, anche chiamato CMD, dovrete digitare un semplice comando (potete anche copiare e incollare senza virgolette), ovvero “fsutil behavior query DisableDeleteNotify”.

Premendo Enter dovreste ricevere un valore di risposta. Qualora il numero visualizzato sullo schermo fosse 0, il TRIM risulterebbe correttamente attivato. Se, invece, il numero ottenuto come output fosse 1, dovrete eseguire un altro piccolo comando, ovvero “fsutil behavior set disablenotify 0”.

Al termine tutto dovrebbe funzionare correttamente. È consigliato un riavvio per dare modo al computer di regolare le nuove impostazioni al meglio.

Si può fare altro?

In linea generale, comprando un computer già dotato di SSD o installando su di esso un sistema operativo da zero dopo aver formattato, non vi sono ulteriori problemi. Se, invece, l’SSD è stato configurato partendo da una migrazione di un Hard Disk con Windows, potrebbero verificarsi alcuni problemi.

A scanso di equivoci, per chi avesse impostato un SSD in questo secondo modo è fortemente consigliato effettuare un allineamento dell’SSD. Per effettuarlo basterà scaricare un software di allineamento, noi consigliamo MiniTool Partition Wizard nella sua versione gratuita.

Nella sezione “Operazioni”, selezionate la voce “Allinea tutte le partizioni”. Al riavvio il PC avrà un SSD correttamente allineato, con conseguenti benefici in prestazioni e durabilità.

NOTA BENE: Questo processo è permanente e non vi è necessità di eseguirlo più volte. Non è consigliato allineare le partizioni dell’SSD senza un ragionevole dubbio sul loro funzionamento.