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Nella filiera dell’industria legata al Turismo vi è una categoria completamente dimenticata, quella delle Guide Turistiche e degli Accompagnatori Turistici.

La complessità dell’’attuale situazione di Guide ed Accompagnatori Turistici, già in passato compromessa dalla mancanza di una legislazione adeguata alla sua tutela, risulta aggravata dal fatto che la ripresa seguirà tempistiche decisamente differite rispetto agli altri comparti della stessa filiera, posizionandosi, inevitabilmente, all’ultimo posto.

Le poche misure sino ad oggi adottate, infatti, non essendo riferite nello specifico ai professionisti del turismo, ma a tante e diverse fasce di lavoratori in generale, precludono a molti l’accesso a qualsiasi forma di sostegno sino ad oggi decretata, e lasciano tutti gli altri con sostegni totalmente inadeguati anche alla semplice sussistenza.

 

Totalmente impossibilitati a lavorare e privi di reddito ormai da mesi, le suddette categorie necessitano di uno specifico intervento da parte del Governo, serio ed immediato, che tenga conto dell’urgenza e particolarità della crisi in cui esse versano.

La riapertura dei Musei prevista per la fase 2, la promozione di un Turismo Interno e/o di prossimità nel rispetto delle misure di distanziamento sociale, non potranno essere considerati indici diretti della ripresa dell’’attività lavorativa di Guide ed Accompagnatori, ma solo presupposti indispensabili della stessa, che nella migliore delle previsioni non avverrà prima della primavera del 2021.

Il tempo stringe, c’è bisogno di misure adeguate ma sopratutto urgenti

Perché la coincidenza dell’inizio della pandemia con il periodo di bassa stagione ha fatto sì che le Guide Turistiche abbiano iniziato la fase di totale blocco senza risorse accumulate, già utilizzate per fare fronte al periodo di bassa stagione e poiché impossibilitate a lavorare, sono ormai al collasso economico.

Il pagamento dei canoni di locazione per le abitazioni, le rate dei mutui, le bollette e le tasse non possono più essere sostenuti, così come sempre più difficile diventa anche il provvedere all’acquisto di generi alimentari e di beni di prima necessità.

La crisi non cesserà e non si fletterà con la lenta e graduale riapertura delle attività. Va ricordato che le Guide Turistiche svolgono una professione che dipende dai flussi del turismo che in Italia operano secondo criteri di stagionalità. La compromissione di una stagione turistica significa compromettere un intero anno di lavoro.

La totale cancellazione dei servizi guida a tempo indeterminato non può essere paragonata alla temporanea sospensione di altre attività imprenditoriali, professionali e commerciali: un servizio guida perso non è recuperabile, e più servizi guida persi significano il completo azzeramento del reddito annuale della guida.

Interventi tampone di un paio di mesi non sono sufficienti, ma si necessita di misure a medio e lungo termine affinché venga assicurato alla categoria un reddito idoneo alla sussistenza fino alla ripresa del settore Turismo in Italia, nonché la sospensione di tutti gli oneri sia fiscali che previdenziali per tutto il 2020, come già previsto per alcune categorie di lavoratori.

Diverse figure professionali, diversi inquadramenti lavorativi.

A tal proposito è indispensabile porre in evidenza che, sebbene molte guide turistiche rientrino nella categoria dei liberi professionisti a P. IVA, ve ne sono molte altre che sono dipendenti di Società e/o Cooperative di Servizi al Turismo, che, come in altri settori del comparto turistico, in periodi di bassa stagione percepiscono un reddito salariale minimo, di gran lunga inferiore rispetto a quello corrispostogli nei mesi di alta stagione.

In quest’ultimo caso, a seguito dei provvedimenti governativi, pur potendo accedere alla misura della Cassa Integrazione in deroga, questa risulta calcolata sullo stipendio minimo del periodo di bassa stagione e pertanto assolutamente non idonea a garantire la sussistenza per i tanti mesi di inattività che le attendono.

In alcuni casi tale quota risulta addirittura inferiore alla somma stanziata per i ticket familiari predisposti per gli indigenti.
In merito, poi, alla consistenza delle misure stanziate, si ritiene che non possano considerarsi adeguate cifre inferiori a quelle del reddito di emergenza.

Bisogna tener conto che ci sono Guide Turistiche che nel periodo di bassa stagione sono licenziate o costrette a dimettersi, restando al momento totalmente escluse da qualsiasi strumento sinora predisposto.

Le suddette categorie sarebbero più che liete di poter riprendere la loro attività di “divulgatori” e “promotori” dell’immenso patrimonio culturale, artistico, folkloristico del nostro Paese, nonché di dare un contributo attivo alla ripresa dell’Italia, ma trattandosi di una categoria ad alto rischio in merito alla ripresa, sarebbe auspicabile innanzitutto che le istituzioni prendessero coscienza della loro esistenza e del valore della professione svolta, e che il Governo e la Regione predisponessero un piano ad hoc di sostegno e rilancio delle loro attività utilizzando anche parte dei fondi straordinari previsti per il rilancio e la valorizzazione economica e turistica, ad un piano strategico che coinvolga direttamente ed attivamente le circa 25000 guide turistiche ed i circa 20.000 accompagnatori turistici abilitati in Italia.

 

Francesco Manca