L’HACCP introdotto dalla Nasa è un insieme di procedure volte a garantire la salubrità degli alimenti consumati dagli astronauti
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L’HACCP è un insieme di procedure volte a garantire la salubrità degli alimenti, questo sistema anticipa i controlli che avvengono durante tutto il processo produttivo mirando alla prevenzione anziché all’analisi soltanto del prodotto finale

L’invenzione del sistema di controllo HACCP deriva dall’esigenza di assicurare la salubrità degli alimenti forniti agli astronauti americani della NASA negli anni sessanta. In quegli anni la corsa alla conquista dello spazio era inarrestabile e di certo il cibo avariato non poteva compromettere le missioni spaziali.

Normativa di riferimento

In Italia il sistema di monitoraggio detto HACCP, acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, è stato introdotto solo negli anni novanta. La prima Direttiva Europea in materia è n. 43/93/CEE e risale per l’appunto al 1993.

Venne recepita in Italia con il D. Lgs 26 maggio 1997 n. 155, ora abrogato. La normativa viene successivamente modificata dai Regolamenti CE 178/2002 e CE 852/2004.

Il sistema di controlli prima dell’introduzione dell’HACCP

Prima dell’introduzione dell’HACCP, i controlli venivano effettuati solo a campione e a valle del processo produttivo. Pertanto, c’era il forte rischio che eventuali anomalie del prodotto venissero individuate tardivamente, quando il prodotto era già stato acquistato e consumato dal compratore.

Inoltre, i controlli non veniva effettuati seguendo delle procedure standardizzate (come avviene per l’HACCP) ma tramite campionamento e di conseguenza i risultati potevano non essere significativi, in quanto un eventuale contaminazione poteva non essere evidenziata nel campione analizzato ma, poteva tuttavia essere presente nel lotto messo in commercio.

Oggi, invece, con il sistema HACCP si promuove il concetto di prevenzione, anticipando la fase dei controlli e spalmandoli su tutta la filiera produttiva iniziando dalla produzione delle materie prime fino al trasporto e alla conservazione ed infine alla vendita delle stesse al consumatore finale.

In particolare, queste procedure di controllo si innescano in particolari fasi della produzione, dette anche punti critici di controllo.

Formazione

Il Regolamento CE 852/2004 lascia ampia discrezionalità agli stati membri sulle modalità di formazione del personale OSA.

In Italia, tale compito è demandato alle singole regioni, per quel che concerne la Campania la normativa di riferimento è il Decreto Dirigenziale n. 110 del 24/05/2018 che rettifica ed integra il Decreto n.76 del 17/04/2018, che ha sancito l’entrata in vigore del nuovo regolamento per la formazione degli alimentaristi.

In particolare è previsto che il corso di formazione ha una validità di 3 anni, per gli addetti che lavorano ad un livello di rischio 1 il corso ha una durata di 4 ore; per quelli di livello 2 la durata è di 8 ore ed infine, per i responsabili di industrie alimentari la durata è di 12 ore. I corsi possono essere tenuti dal personale dell’ASL, da altri enti  pubblici o anche da privati autorizzati dalla regione.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.