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È stata sviluppata dal Rehab Technologies Lab e presentata ieri nella sede romana dell’Inail. Si chiama Hannes, e ha un costo ridotto rispetto ai precedenti dispositivi ma soprattutto performance molto superiori.

A volte capita di trovarsi con i piedi nel presente e la testa nel futuro. A volte capita di restare sbalorditi dai progressi delle nuove tecnologie, salvo poi riflettere sul fatto che il tempo, e gli anni passano, ma la ricerca va avanti e trova spesso sbocchi importanti per migliorare la vita di tutti noi.

È quello che deve essere accaduto ieri a chi era presente a Roma, durante la conferenza stampa nella quale si è presentata la  nuova mano protesica di derivazione robotica, a cui ha dato vita il Rehab Technologies Lab. Il laboratorio è nato soltanto cinque anni fa, da una collaborazione tra l’Inail e l’ITT (Istituto italiano per la tecnologia). Eppure, raggiungendo questo ed altri importanti risultati in questo breve arco di tempo, il centro si è già accreditato come una delle più importanti realtà a livello mondiale.

Hannes, la mano robotica

Il suo nome è un omaggio al professor Hannes Schmidl, che avviò già dalla metà degli anni Sessanta le attività di ricerca nel settore e creò la prima protesi mioelettrica Inail-Ceca, da direttore del centro di Vigorso di Budrio. La grande novità è il fatto che la protesi permetterà, senza bisogno di alcun intervento chirurgico, a chi ha perso l’arto superiore, di recuperare ben il 90%  delle capacità perdute. Il tutto a un costo inferiore di circa il 30% rispetto ai prodotti che sono oggi sul mercato europeo e quindi con una maggiore accessibilità per chi ne necessità. Innovazioni anche per quanto concerne la batteria, la cui durata coprirà addirittura le ventiquatt’ore.

La grande novità: il movimento delle dita

La vera rivoluzione è però il meccanismo che permette un movimento delle dita molto vicino alle funzionalità di una mano naturale, in particolar modo per quanto riguarda la forza e la presa. Si tratta di un movimento organizzato dal sistema DAG (Dynamic Adaptive Grasp) che, come spiegano dall’Inail, “conferisce la capacità di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle sollecitazioni esterne, con l’obiettivo di replicare la gestualità e la funzionalità dell’arto naturale, utilizzando un singolo motore”. A tal proposito, nel corso della conferenza si è sottolineata la possibilità data da Hannes di una serie di movimenti finora molto difficili da replicare, come il cosiddetto pinch grasp, la presa che utilizza pollice e indice in opposizione, per oggetti di piccole dimensioni (come una forchetta, una penna, un chiodo addirittura) o il lateral grip, per gestire oggetti particolarmente sottili (come pagine di giornale o libro, o carte di credito).

Presenze istituzionali e riconoscimenti

L’importanza dell’evento e delle innovazioni che presentava è stata resa esplicita da una massiccia presenza istituzionale. Oltre ai presidenti e direttori generali dell’Inail (Massimo De Felice e Giuseppe Lucibello) e dell’ITT (Gabriele Galateri di Genola e Roberto Cingolani), hanno partecipato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, e il direttore generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Andrea Urbani, in vece del ministro Beatrice Lorenzin.