Herculaneum 3D Scan: un'opportunità per visitare virtualmente le domus di Ercolano (fonte Il Giornale dell'Arte)
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Herculaneum 3D Scan è un progetto a cura del PaErco (Parco Archeologico di Ercolano) che mira a far conoscere nel dettaglio alcune domus della città romana mediante la tecnologia e l’utilizzo dei social

Alla base del progetto Herculaneum 3D Scan una serie di scansioni virtuali effettuate negli interni di alcune importanti dimore. Le immagini saranno divulgate settimanalmente su Facebook nell’ambito dell’iniziativa Lapilli di Ercolano.

Herculaneum 3D Scan: di che si tratta?

La tecnologia come strumento di divulgazione e di approfondimento scientifico anche nel campo dell’archeologia. Si può così riassumere la finalità del progetto Herculaneum 3D Scan.

L’iniziativa, sostenuta fortemente dal Direttore del PaErco, Francesco Sirano, intende offrire al vasto pubblico dei social una preziosa opportunità di conoscenza del sito vesuviano.

Il particolare esperimento di fruizione si fonda su un meticoloso lavoro preliminare. Nell’ambito degli ultimi cinque anni un gruppo di tecnici ha acquisito, ad Ercolano, nuvole di punti 3D. Trattasi, in parole più semplici, di scansioni digitali inerenti a determinate aree dell’antica città romana.

In particolare, l’equipe di lavoro, sotto la supervisione dell’Istituto Packard, ha avuto modo di soffermarsi negli ambienti di alcune domus (Casa a Graticcio, Casa del Colonnato Tuscanico, per indicarne solo alcune).

Grazie alle immagini offerte tramite Herculaneum 3D Scan gli utenti social potranno visualizzare dettagli di vario tipo, sia artistici, come gli affreschi, che tecnici, come distanze tra oggetti e dimensioni. Il gruppo di lavoro ha potuto acquisire tali elementi ad alta risoluzione mediante l’utilizzo di laserscanner 3D, apparecchi fotogrammetrici e droni.

Il Direttore del PaErco, Francesco Sirano, è tra i promotori dell’Herculaneum 3D Scan (fonte Torresette)

La prospettiva dell’Herculaneum Open Data

Il progetto, per il momento limitato ad alcune domus, mira ad estendersi in futuro a tutto il sito di Ercolano. L’obiettivo, infatti, è di fornire un itinerario virtuale che sia sempre a disposizione dei visitatori e che riguardi, ad esempio, le aree inaccessibili a causa di lavori.

L’ingente mole di dati in questione confluirà, dunque, nell’Herculaneum Open Data, un archivio digitale in cui gli utenti potranno utilizzare un ampio carnet di servizi e funzionalità.

Ad Ercolano un esempio di “valorizzazione responsabile”

Secondo Jane Thompson, manager dell’HCP (Herculaneum Conservation Project), l’Herculaneum 3D Scan è solo “la punta dell’iceberg” di una serie di iniziative dedicate al sito archeologico vesuviano.

La studiosa, inoltre, ha evidenziato il gran valore rappresentato dalla sinergia tra pubblico e privato. L’unione di intenti tra la direzione del PaErco e la Fondazione Packard, a suo giudizio, ha prodotto come risultato “una valorizzazione responsabile” che proseguirà in futuro anche grazie al potere dei social.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche le dichiarazioni di Francesco Sirano: “Abbiamo deciso di condividere una significativa scelta di rilievi da scansioni 3D di alcune delle domus più belle di Ercolano – afferma il Direttore del PaErco – Sono veramente fiero di tutte le forze messe in campo dallo staff del Parco e da tutta la rete di collaborazioni con cui interagiamo e, in primis, con il PHI e i colleghi dell’Herculaneum Conservation Project”.

Presto un Museo Digitale su Ercolano

Sirano ha poi annunciato l’approvazione da parte del Mibact di un altro progetto, che rappresenterà un ulteriore sbocco dell’Herculaneum 3D Scan. Si tratta di un vero e proprio Museo Digitale relativo al sito archeologico vesuviano, che verrà realizzato grazie ai fondi Pon Cultura e Sviluppo 2014-2020.

“Alla vista il Parco archeologico sembra addormentato – ha poi concluso Sirano – ma nessuna notte è infinita e tutte le attività che stiamo mettendo in campo rappresentano le nuove albe che vivrà il Parco, ulteriori spunti per i visitatori che aspettano che i cancelli si riaprano”.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.