Huawei, marchio cinese di successo
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In una rara intervista concessa ai media internazionali, Ren Zhengfei, fondatore di Huawei,  ha parlato a tutto tondo della sua società e del suo rapporto con il governo cinese

Ieri, 15 gennaio 2019, sì è tenuta in Cina una particolare conferenza stampa. Peculiare sia per i temi trattati, che andremo ad approfondire a breve, sia per il conferenziere: il misterioso Ren Zhengfei, classe 1944, presidente dell’azienda cinese di telecomunicazioni Huawei Technologies Co. Ltd. ed ex ingegnere dell’Esercito Popolare Cinese.

Conferenza a Shenzhen

Nella sede centrale di Huawei, a Shenzhen (Provincia del Guangdong), Zhengfei ha incontrato i media stranieri, per lanciare un chiaro messaggio al resto del mondo: “Huawei vuole solo fare affari, non è interessata a spiare paesi terzi”.

Ren Zhengfei , fondatore di Huawei, nel 2014 (Fonte Wikipedia)
Ren Zhengfei , fondatore di Huawei, nel 2014 (Fonte Wikipedia)

Era dal 2015 che non rilasciava interviste, la straordinaria decisione è dovuta alla complessa situazione che sta affrontando in questi ultimi mesi la sua società, ormai al centro dello scontro tra Cina e USA per il dominio tecnologico del globo.

Huawei non ha mai ricevuto alcuna richiesta, da parte delle autorità politiche di Pechino, di procurare informazioni improprie.

A Ren Zhengfei, come succederebbe a qualsiasi padre, manca molto la figlia, Meng Wanzhou, arrestata in Canada con l’accusa di non aver rispettato, nella sua qualità di Direttrice Finanziaria di Huawei, l’embargo rivolto dagli USA all’Iran.

Sostegno alla Cina e apprezzamenti per Donald Trump

Durante il suo incontro con la stampa estera, Ren ha tenuto a precisare di amare incondizionamente la Cina e di sostenere senza reticenze il Partito Comunista Cinese. Ciononostante, Zhengfei non intraprenderebbe mai alcuna azione volta a danneggiare un paese terzo.

Parole di apprezzamento sono state rivolte, infine, da Ren Zhengfei a Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d’America, per quanto riguarda il taglio fiscale a favore del business.

L’invito che Ren ha rivolto agli Usa riguarda una franca collaborazione volta al superamento delle attuali barriere reciproche: nella tecnologia avanzata risulta sempre più difficile per ogni singola azienda o nazione riuscire a fare da sola.

I risultati che si possono compiere da soli non sono comparabili a quelli che si possono raggiungere insieme.

Vedremo se il ramoscello d’ulivo sarà raccolto oppure no.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.