Logo Huawei (Fonte Flickr)
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Dopo le parole dolci, è arrivato il momento dei commenti duri. Ren Zhengfei, fondatore di Huawei, ha deciso di andarci giù duro con gli USA

La società cinese di telecomunicazioni Huawei Technologies Co. Ltd. ha commentato gli ultimi accadimenti che la riguardano per bocca del suo fondatore, l’ex militare Ren Zhengfei, che ha parlato recentemente all’emittente televisiva britannica BBC (British Broadcasting Corporation).

Un’intervista che farà discutere

Se in precedenza Zhengfei si era espresso in maniera positiva sul Presidente statunitense Donald Trump, ora Zhengfei dichiara: “Non c’è alcuna possibilità che gli Stati Uniti riescano a calpestarci“.

Finalmente, Huawei ha dichiarato, apertamente, che ci sono delle problematiche geoeconomiche con gli Stati Uniti d’America. Ad essere stata fatta passare sottotraccia, invece, sono stati i danni collegati al riuscito tentativo statunitense di obbligare i suoi alleati nella crociata anticinese.

Smartwatch di Huawei, tecnologia molto raffinata
Smartwatch di Huawei, tecnologia molto raffinata

Il commento su Meng Wanzhou

Non poteva mancare, in quest’intervista, un commento sulla vicenda e sul destino di Meng Wanzhou, figlia di Ren Zhengfei e Vicepresidente di Huawei e sua CFO. Attualmente quest’ultima è in Canada, in attesa di essere estradate a Washington.

Secondo il padre, l’arresto sarebbe avvenuto per motivi politici, ovvero per colpire la sua azienda.

Il mondo (inclusa la Gran Bretagna) sarebbe con Huawei

Al mondo non converrebbe andare contro Huawei, perché quest’ultima è una multinazionale che utilizza una tecnologia molto avanzata, ad un prezzo contenuto. Inoltre, non ha alcuna intensione di spiare paesi terzi.

I pericoli, supposti dagli USA, non ci sono.

Nel caso in cui gli USA dovessero continuare nel loro atteggiamento ostile nei confronti della Cina e della sua azienda, Zhengfei ha tenuto a precisare che a perdere sarebbe Washington.

Perché il resto del mondo non seguirebbe gli Stati Uniti, visto che la Repubblica Popolare Cinese è un valido partner. La stessa Gran Bretagna ne è un valido esempio. Recentemente i britannici hanno sostenuto che i rischi nel far gestire la locale rete 5G ad Huawei c’è ma è gestibile.

Visto il peso di Londra, uno smacco per Donald Trump.

Se gli statunitensi non vogliono fare affari, c’è sempre il resto del mondo ad aspettare a braccia aperte Pechino.

Ren Zhengfei ha concluso l’intervista inglese con un appello molto sentito: “Se gli Stati Uniti non dovessero più fidarsi più di noi, potremmo deviare i nostri investimenti da Washington a Londra“.

Questo, però, se il Regno Unito rimanesse collegata in qualche modo con il mercato unico europeo. Se no, a che scopo i cinesi dovrebbero andare in Gran Bretagna?

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.