Gli smatphone Huawei rappresentano un concorrente temibile per le aziende americane
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Meng Wanzhou, Direttrice finanziaria del gigante asiatico, potrebbe essere presto estradata negli USA. Il Canada dovrà presto decidere

Secondo quanto riferisce il quotidiano canadese Globe and Mail, che il governo statunitense potrebbe aver già richiesto l’estradizione al governo canadese della potente Meng Wanzhou, figlia di Ren Zhengfei patron di Huawei.

Il 1° dicembre 2018 Wanzhou è stata arrestata dalle competenti autorità canadese su richiesta di Washington, con l’accusa di aver contribuito all’aggiramento dell’embargo comminato all’Iran (causa questione nucleare).

Meng Wanzhou (Fonte Wikimedia)
Meng Wanzhou (Fonte Wikimedia)

Le dichiarazioni delle autorità canadese

David MacNaughton, diplomatico e attuale ambasciatore canadese negli Stati Uniti d’America, ha dichiarato recentemente di non essere a conoscenza di quando Washington richiederà l’estradizione.

L’unica certezza concerne il termine ultimo per la presentazione della richiesta di estradizione: il 30 gennaio del 2019.

La dura presa di posizione di Pechino

Pechino è molto preoccupata da questa situazione, che lede i suoi interessi commerciali e politici.

Il governo cinese ha chiesto ai canadesi di rilasciare immediatamente Wanzhou, in modo da tutelare nella maniera più efficace “i suoi diritti e interessi legittimi“.

La Cina non parla solo con Ottawa. La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, si è rivolta direttamente alle autorità di Washington, chiedendo di  “correggere immediatamente gli errori” ritirando il mandato d’arresto e non presentando la richiesta pubblica di estradizione.

Il pensiero di Huawei sulla vicenda

In una recente intervista, il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, si è espresso in maniera molto chiara su tutta la vicenda. La sua società non ha mai contravvenuta alle vigenti leggi dei paesi in cui opera.

Anche le diverse normative riguardanti il controllo delle esportazioni dell’Ue, delle Nazioni Unite e degli Usa sono sempre state rispettate in toto.

Gli manca molto sua figlia ma ha piena fiducia del sistema giudiziario statunitense e canadese.

La vigilanza sul destino della propria direttrice finanziaria è una priorità per la multinazionale di Shenzhen.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.