uawei al centro dello scontro geoeconomico tra Cina e Usa
uawei al centro dello scontro geoeconomico tra Cina e Usa
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Il Canada è oramai al centro di questa nuova puntata dello scontro geoeconomico tra USA e Cina insieme a Huawei

Un tribunale canadese ha deciso di concedere la libertà su cauzione alla 46enne Meng Wanzhou, della quale abbiamo già parlato in questo articolo. Ciò è avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 dicembre.

Le misure cautelari nei confronti della Direttrice Finanziaria di Huawei

La libertà su cauzione costerà a Wanzhou, figlia del fondatore del colosso asiatico Huawei Ren Zhengfei, 10 milioni di dollari canadesi. Inoltre dovrà restare nei pressi di Vancouver (British Columbia), dove la miliardaria cinese possiede una casa.

Il passaporto gli è stato confiscato e dovrà portare un braccialetto GPS, misure queste ultime prese per evitare qualsiasi tentativo di fuga. La sicurezza per Meng Wanzhou e la sua famiglia sarà interamente a carico della sua famiglia.

Le prime impressioni di Wanzhou

Grazie a WeChat, popolare applicazione di messaggistica istantanea dello sviluppatore cinese Tencent, Meng Wanzhou ha fatto sapere al mondo intero le sue prime impressioni dopo la ritrovata libertà.

Le sue parole sono state queste: “Mi trovo di nuovo a Vancouver, finalmente con la mia famiglia. Sono fiera di Huawei e sono del mio Paese, la Cina. Grazie a tutti per essermi stata vicini in questo momento così difficile“.

Perché Wanzhou è finita in carcere?

Il 1° dicembre 2018 la Direttrice Finanziaria di Hauwei è stata arrestata dalle autorità canadesi, su richiesta degli Stati Uniti d’America, con l’accusa di aver scientemente violato le sanzioni statunitensi comminate alla Repubblica Islamica dell’Iran.

La risposta agli ultimi eventi da parte di USA e Cina

Il portavoce del MAEC (Ministero Affari Esteri della Cina), Lu Kang, ha fatto sapere che per il ministero che rappresenta l’arresto è un errore di Stati Uniti e Canada. Per correggerlo le competenti autorità devono prosciogliere Meng Wanzhou da ogni accusa a suo carico.

Per la Repubblica Popolare Cinese ogni politico o eminente autorità canadese e statunitense che voglia portare avanti sforzi effettivi per “portare la situazione verso la giusta direzione, merita di essere benvenuto“.

A sua volta, il Presidente degli USA Donald Trump, ha prospettato la possibilità di una sua azione diretta nei confronti del Dipartimento di Giustizia per favorire un accordo favorevole sul commercio con la Cina.

Vedremo come la Repubblica Popolare risponderà a queste proposte statunitensi.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.