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I 70 anni dell’Unione Europea

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Unione Europa
Nell'Unione Europa gli insegnamenti non sembrano essere giunti

Maggio mese dell’Unione Europea e della Pace europea infatti da 70 anni le nazioni del continente si riconoscono in un progetto nato tanti anni prima per un senso di rinascita, per un senso di coesione progettuale che ci accomunasse tutti nell’idea di Europa Unita

Torniamo A rebour, per dirla alla Proust, a quegli anni che avevano visto lunghi periodi di guerre tra stati e nazionalismi di uno stesso continente dilaniarsi per lotte di confine e sconfinamenti di pensieri velleitari di egemonia mondiale.

Partiamo da quel 9 maggio del 1950, che è la data probabilmente più importante nella storia dell’Unione Europea, proprio per la sottoscrizione della Dichiarazione Schuman.

Robert Schuman, ricoprendo il ruolo di ministro degli esteri del governo della Repubblica francese, fece una dichiarazione, propose alla Germania Occidentale di creare una entità che fosse sovranazionale, un’Alta Autorità per il controllo del carbone e dell’acciaio.

Per comprendere il senso di questa proposta bisogna capire il periodo storico.

Un poco di Storia 

L’Europa era uscita da appena cinque anni dal II Conflitto Mondiale, dalle infinite distruzioni provocate dai bombardamenti, e dalle morti cagionate da questa durissima guerra.

Le nazioni erano determinate ad escludere completamente la possibilità che di lì a poco si sarebbe potuto ripetere un ulteriore conflitto. Quindi i Governi Europei giunsero alla conclusione più sensata: la fusione delle produzioni di carbone e acciaio avrebbe fatto sì che una guerra tra Francia e Germania Occidentale, storicamente rivali e detentrici della maggior parte delle riserve di carbone e acciaio situate nell’Alsazia e nella Lorena, ossia proprio ai confini tra questi due stati.

Bisogna anche valutare un’altra questione:sia la Francia che gli Stati Uniti erano favorevoli alla ripresa economica della Germania, al contrario della Gran Bretagna.

La Francia puntava a diventare il riferimento degli Stati Uniti in Europa per poter contrastare l’avanzata dell’Unione Sovietica che minacciava la pace in Europa.

La grande distruzione attraversata dall’Europa, tangibile agli occhi di tutti, fa nascere l’idea che il nemico principale dell’Europa sia l’Europa stessa, siano le varie nazioni che con i loro nazionalismi diventerebbero la causa stessa scatenante delle guerre.

Si sottolinea come l’eccessivo nazionalismo e il periodo succedaneo al secondo Conflitto Mondiale aveva lasciato il continente Europa come una grandissima foresta appena incendiata e quindi il terreno appariva fertile per la nascita di qualcosa di nuovo.

Secondo Robert Schuman l’idea di creare questa entità sovranazionale per il controllo del carbone e dell’acciaio, due risorse fondamentali per la produzione di energia per l’industria bellica, poteva garantire la pace fra questi due stati.

Nella mente di Schuman questo doveva essere soltanto il primo passo per la creazione di una futura Federazione Europea, lui stesso estese l’invito di partecipare a questo progetto sovranazionale non solo alla Germania Occidentale, ma a qualsiasi nazione avesse voluto prenderne parte.

Una proposta quella di Schuman, che apparve molto azzardata e coraggiosa che vedrà tantissimi oppositori, una fra questi sarà proprio l’Italia.

Il ruolo dell’Italia 

L’Italia vedeva nella creazione di questo consorzio uno strumento per avvicinare il Governo di Parigi al Governo di Bonn (la capitale della Repubblica Federale Tedesca), un grosso pericolo, perché l’Italia era ancora molto legata alla Francia, che pur essendo un paese sconfitto dal secondo conflitto mondiale, è allo stesso tempo molto vicino al blocco,ma il suo peso internazionale è minimo.

Sta di fatto che restando molto vicino alla Francia, grazie al peso demografico l’Italia riesce ad avere, suo malgrado, un certo peso internazionale.

Un avvicinamento tra Parigi e Bonn significa un allontanamento e un indebolimento per l’Italia.

C‘è da chiedersi per quale motivo l’Italia ha aderito a questa Comunità Europea: per il carbone e per l’acciaio?

Tutto sommato l’Italia era lontana dall’Alsazia e dalla Lorena e non era certo una grande produttrice di carbone e acciaio. Ritornando a quegli anni non bisogna dimenticare che l’Italia era uscita dalla Seconda Guerra Mondiale con una situazione disastrosa e la sua economia era tragica.

I politici del tempo e in particolare De Gasperi erano convinti che per poter rilanciare l’Italia nel contesto europeo a livello politico e a livello economico, l’adesione a questa comunità, avrebbe dato la possibilità alla nostra nazione di rialzarsi.

Tuttavia la possibilità di accedere alle risorse del carbone e dell’acciaio dell’area del RUR a costi davvero contenuti, senza alcun dazio doganale o tariffa internazionale, è una proposta molto allettante. Tanto è vero che alla fine l’Italia cambierà idea e deciderà di appoggiare il progetto delle teorie di Schuman.

Il Trattato istitutivo della Ceca

Il 18 aprile 1951 sarà firmato il Trattato per la Ceca e questi paesi furono: Francia, Belgio, Italia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Diventerà operativa il 23 luglio del 1952.

Tra le richieste dell’Italia ci furono la creazione di alcune prerogative che sarebbero state accettate da tutti i membri aderenti.

Grazie a questa entità sovranazionale all’interno di questa area non si pagavano più i dazi sulle due risorse del carbone e dell’acciaio. Furono abolite anche le quote che limitavano l’importazione e l’esportazione di queste.

Verrà creato un Parlamento all’interno della Comunità Europea, un Consiglio dei Ministri che permettesse di tutelare gli interessi nazionali dei vari stati che aderiranno al progetto.

In questo modo gli interessi dei singoli stati non sarebbero andati a scavalcare gli interessi di un’altra nazione e la Comunità verrà gestita in modo da tutelare e garantire diritti e interessi.

Verrà poi creata una Corte di Giustizia per garantire il rispetto dei trattati internazionali. Verrà creata poi un’altra autorità per il controllo e l’amministrazione

Ed è sul modella Comunità Europea del carbone e dell’acciaio che nasceranno le future altre organizzazioni come la PAC (la Politica Agricola Comune) o l’EURATOM (che oltre al carbone e all’acciaio aveva anche l’interesse per il mercato dell’energia nucleare). E così sarà per tanti altri progetti

Gli anni ’90 vedono la firma di due importanti trattati: il Trattato di Maastricht (1993) e il Trattato di Amsterdam. Il 1 Gennaio 2002 l’Euro (moneta che già veniva utilizzata nelle transazioni commerciali e finanziarie) diventa la moneta di 12 paesi membri dell’UE (anche a San Marino, Monaco, Andorra e Città del Vaticano).

La grandezza di Schuman è riconoscibile in una frase storica: L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”fu il primo passo di quella che noi oggi chiamiamo Unione Europea.