Amedeo Caramanica (Foto tratta dal suo Profilo Facebook)
adv

Qualche amico lettore mi ha chiesto quali siano, in sintesi, le novità che contraddistinguono il mio romanzo giallo, “I Dinamici sfigati di Bagnoli” dagli altri romanzi o filmati che oggi sono sulla cresta dell’onda

Ed ecco la mia risposta, punto per punto.

La novità più appariscente è che si tratta di una squadra di poliziotti “sfigati”, non solo perché così li distinguono i poliziotti “fichi”, intraprendenti, operatori di casi straordinari dei commissariati del centro città, mentre loro sono dislocati in una zona di periferia, anche se è ricca di attrazioni turistiche, ma anche perché il loro capo, l’ispettore superiore Varriale, è un tipo di poliziotto normale (caparbio e quasi sempre in combutta con i capi, come in genere sono tutti gli investigatori e un po’ succubo del padre morto, maresciallo di polizia, che gli appare e gli dà degli input, ma mai le soluzioni, che lui deve cercare con il suo intuito e la sua intelligenza), ma, come il noto Ispettore Barnaby, non è né separato né uno sciupa femmine, invece è felicemente sposato con una donna, una professoressa, che, anche se gelosa come tutte le donne, ama ed è partecipe del lavoro di suo marito; è padre di due figli e accudisce la madre anziana, che, insieme con la moglie, accudisce; è, inoltre, un tifoso sfegatato della squadra del Napoli e suona in un piccolo gruppo musicale, due hobby che lo rendono napoletano doc.

Gli “sfigati buoni” di Bagnoli

Sono sfigati, ancora, gli altri componenti della squadra, perché sempre in attività, a volte anche di domenica, hanno vite normali e storie d’amore comuni anche se sofferte, ma “dinamici” perché si trovano a risolvere casi molto ingarbugliati, non meno eccitanti e pieni di suspense di quelli su cui indagano i loro colleghi del centro-città.

Sono, inoltre, sfigati: il brontolone medico legale, sempre in combutta con il becchino, il piantone che è un fissato per il gioco del lotto e gli altri personaggi coinvolti. Insomma è un “quadro” della periferia di una grande città che non ha meno problemi e attrattive del centro della stessa metropoli.

I dialoghi

Caratteristica formale, inoltre, è l’utilizzo spesso del dialogo, che rende complice in prima persona il lettore e gli offre emozioni dirette: (“quasi assistessi ad un film in diretta”- il giudizio di un lettore…).

Lo svolgersi di un serial

Un’altra novità, infine, è che la struttura, come detto più volte, ha la caratteristica di un serial: le indagini della prima storia, per coinvolgere il pubblico, vengono condotte con varie peripezie per tutto il romanzo, e solo alla fine daranno l’inaspettata soluzione, mentre gli altri casi, anche se ingarbugliati e con soluzioni inaspettate, saranno di volta in volta portati normalmente a termine.

La protagonista è la normalità

Insomma è la quasi normalità, la naturale consuetudine, contro l’eccezionalità e l’insolito, anche se spesso stravagante, comportamento umano; è il menare una vita regolare contro le irregolarità di vita e le anomalie di umani comportamenti diffuse e imperanti nella società attuale.

Ma nella normalità, nel ménage di una vita regolare dei protagonisti, con i loro vezzi, le loro stravaganze e il loro linguaggio vivace e gergale, non si possono forse creare indagini, azioni esilaranti e scene giallo-poliziesche particolarmente coinvolgenti e piene di emozioni e di suspense, che sfociano in “catartiche lezioni di vita“?

Io credo proprio di sì e i lettori online particolarmente interessati, che mi hanno incoraggiato con le loro spassionate richieste, puntata dopo puntata, me lo hanno dimostrato e continuano a dimostrarmelo.

Prof. Amedeo Caramanica [Prima collaborazione del Professore, già autore di testi scolastici, opere teatrali e ora anche interessantissimi gialli. A breve uscirà il proseguo di questa appassionata vicenda che si svolge nella bella Partenope].