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A Rapallo giovani e anziani insieme per usare computer, smartphone e tablet

Di solito sono i nonni a insegnare ai nipoti nozioni e saggezza che non dimenticheranno mai. Per una volta, però, i ruoli si invertono e i più anziani prendono lezioni dai giovani: il tema non può che essere vicino alle nuove generazioni, ovvero la tecnologia. Si chiama Nonni 3.0 il progetto promosso dall’IC Rapallo in collaborazione con la Consulta del volontariato di Rapallo: gli alunni della sezione digitale dell’Istituto, durante un mini corso di cinque incontri, insegneranno agli anziani interessati a usare meglio il cellulare, i social e le varie applicazioni.

Il bando

Il progetto nasce da un’idea di Mariabianca Barberis, ex dirigente dell’Istituto Liceti, in collaborazione con la Consulta del volontariato: la Presidente, Ileana Corea, supporterà gli incontri garantendo la presenza di volontari al lavoro (gomito a gomito) col personale dell’IC Rapallo.

Gli allievi tutors verranno scelti in base alle competenze digitali, ma anche alla condotta: insegnare per loro sarà l’opportunità formativa di affinare attitudini sociali e civiche. I nonni, invece, saranno selezionati in base all’ordine d’arrivo delle domande. Collaborerà all’iniziativa anche il Comitato genitori Rapallo, con la sua Presidente Laura Ercole. Le lezioni iniziano a gennaio, mentre le iscrizioni rimangono aperte dal 21 al 31 dicembre, con apposito modulo, pubblicato sul sito dell’IC Rapallo. Occorre precisare che il progetto non è fine a se stesso: i promotori sperano si riveli un successo di adesioni e, in tal caso, si impegnano a replicare, dando vita a ulteriori percorsi formativi.

Il commento

Illuminante sulla natura del progetto il commento del dirigente scolastico Giacomo Daneri: «La vita di tutti i giorni è caratterizzata dalla presenza delle nuove tecnologie, nella maggior parte delle azioni che compiamo. A cominciare da quando ci alziamo dal letto, perché la sveglia ormai viene impostata direttamente sul telefono. E poi usiamo i dispositivi mobili per incontrare le persone – prosegue Daneri –, per pianificare le nostre giornate di lavoro, per organizzare i nostri impegni. Ancora, per verificare quali mezzi dobbiamo prendere, per controllare che strada dobbiamo fare, per comprare il latte e così via. I ragazzi sono fruitori esperti e disinvolti delle nuove tecnologie, chi meglio di loro può insegnarle agli anziani?».