Lavoro
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Il piano elaborato da Donald Trump per un massiccio inserimento dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, decreterà l’obsolescenza di migliaia di impieghi: ecco i lavori che verranno a mancare

L’intelligenza artificiale e il progresso tecnologico si pongono come opportunità assolute nella vita delle persone, recando pratici benefici e semplificandone la vita. D’altro canto, il furente sviluppo delle tecnologie andrà, sempre di più, a sostituire gli uomini in diverse attività lavorative.

Quali sono i posti di lavoro colpiti dal piano di Trump?

Si prevede che, inizialmente, verranno a mancare circa 130 mila posti di lavoro. Il settore maggiormente colpito, sarà quello statale. I lavoratori interessati potrebbero perdere il posto nel giro dei prossimi 10 anni.

Trump ha firmato un decreto affinché le agenzie sviluppino e promuovano l’uso dell’intelligenza artificiale; ciò renderebbe i dati governativi più accessibili alle industrie e potrebbe accelerare la deregulation per le innovazioni tecnologiche.

Il Pentagono si è subito adeguato al nuovo modus operandi, affidando alla robotica gran parte della strategia del dipartimento della Difesa.

I dati dell’istituto del lavoro americano

Ecco i dati riportati dal “The Partnership for Public Service”, istituto che si occupa di monitorare la qualità del lavoro nei pubblici uffici. All’IRS (agenzia delle entrate americana) saranno colpiti 20 mila, tra agenti e revisori fiscali; spariranno 13 mila, tra analisti di budget e contabili.

I tecnici sanitari caleranno di oltre 5.500; le risorse umane perderanno circa 10 mila posti di lavoro; gli ispettori di volo diranno addio a 4300 lavoratori mentre gli ispettori sanitari, a circa 3000.

Come reagire all’attacco della tecnologia

Come fare per frenare l’incursione violenta della tecnologia? L’unica soluzione è diventare indispensabili. Aggiornarsi continuamente, sviluppare facoltà che non possono essere sostituite dalle macchine. Oltretutto ci sarà bisogno di qualcuno che comprenda le nuove tecnologie divulgandole ai più profani, e che lavori al fianco delle macchine. Saranno, in ogni caso, certamente istituiti corsi di formazione per implementare le capacità dei dipendenti.

 

 

Laureata in "Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica", appassionata di lettura e scrittura fin dai tempi della mia infanzia: al tempo i miei temi venivano pubblicati su un giornale locale della mia cittadina, Marigliano. Crescendo sono diventata una sportiva che non si è limitata solo a praticare calcetto, ma a scrivere anche articoli: quando il presidente della mia squadra ha visto che avevo una certa bravura nello scrivere, mi ha messo in contatto con la sezione sportiva di un quotidiano campano, Metropolis al quale inviavo un articolo ogni settimana che descriveva minuziosamente la partita della squadra. La mia scrittura poi è proseguita per diletto, non per professione ed è culminata nella stesura delle 2 tesi che mi hanno dato grosse soddisfazioni, facendomi ottenere voti soddisfacenti. Forse il modo migliore che io abbia mai trovato per esprimere me stessa ed i miei pensieri, è proprio la scrittura.