Il celebre like di Facebook
Il celebre like di Facebook
adv

Mark Zuckerberg ha pubblicato sulla sua pagina pubblica di Facebook i suoi propositi per il 2019

Visto che il 2018 è stato l’annus horribilis per la sua adorata azienda Facebook, Zuckerberg ha deciso che il 2019 sarà un anno molto diverso.

Un 2019 ricco di incontri

Il 2019, dunque, vedrà Zuckerberg per il 2019 promuovere una serie di incontri pubblici che avranno come tema portante quello dell’impatto che avrà la  tecnologia sulla società. Non solo, si incontrerà e dialogherà  con leader ed esperti nei più diversi settori dello scibile umano.

Scopo di Zuckerberg sarà quello di contribuire ad orientare l’opinione pubblica su cosa fare nel futuro e come farlo al meglio, per le prossime generazioni.

Considerazioni sul futuro dell’azienda

Zuckerberg si è reso conto della validità di un vecchio detto che Stan Lee, il papà della Marvel, utilizzò per i suoi personaggi “Da grandi poteri, derivano grandi responsabilità”.

Il fondatore di Facebook si è reso conto della grande responsabilità che ha, non solo nei confronti dei suoi dipendenti ma anche e soprattutto nei confronti dell’opinione pubblica mondiale.

Propositi passati

Negli anni passati, Zuckerberg si era prefissato come obiettivi dei traguardi molto ambiziosi: dall’imparare il mandarino al correre circa un km al giorno, dal viaggiare per tutti gli Stati che formano gli USA alla realizzazione di maggiordomo robot di nome Jarvis.

Facebook vorrebbe essere una società perfetta. Ma lo è oppure no?
Facebook vorrebbe essere una società perfetta. Ma lo è oppure no?

Grave situazione a Menlo Park

Mentre il fondatore si culla nei suoi sogni, la rete televisiva Cnbc ha realizzato un’inchiesta sulla società di Menlo Park.

I dipendenti sono molto scoraggiati ma non manifestano il loro reale stato d’animo, dovendo propagare il mito immacolato di Facebook. Tutto ciò per evitare di essere licenziati.

Sembrerebbe che i dirigenti prendano tutte le decisioni e i subalterni non devono fiatare.

Una situazione non proprio idilliaca dunque.

 

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.