Quentin Tarantino
Quentin Tarantino ha presentato a Cannes il suo ultimo film: C'era una volta a Hollywood. Foto da indiewire.com
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Per il quarto appuntamento della rubrica “I protagonisti del cinema di ieri e di oggi” vi parleremo di Quentin Tarantino

Per il quarto articolo della rubrica settimanale “I protagonisti del cinema di ieri e di oggi” del giornale online PSB Privacy e Sicurezza, vi parleremo di uno dei registi-sceneggiatori più significativi degli ultimi 25 anni: Quentin Tarantino.

Il regista è stato protagonista pochi giorni fa al Festival di Cannes con il suo ultimo film: C’era una volta a Hollywood.

Quentin Tarantino: biografia

Quentin Jerome Tarantino è nato a Knoxville nel Tennessee, ma si trasferì molto presto con la madre a Torrance, in California. Il padre abbandonò la madre incinta e non lo ha mai conosciuto.

Molto giovane si appassionò ai film spaghetti-western e divenne grande fan di Sergio Leone. Questa sua passione lo invogliò a scrivere a 14 anni la sua prima sceneggiatura e a prendere lezioni di recitazione.

Negli anni ’80 incominciò a lavorare presso il videonoleggio Manhattan Beach Video Archives dove conobbe diverse personalità con cui collaborò nei suoi film. Intanto abbandonò gradualmente l’interesse verso la recitazione, spostando l’attenzione verso la scrittura e la regia.

Quentin Tarantino: filmografia

Quentin Tarantino ha sempre dichiarato che avrebbe fatto al massimo 10 film. C’era una volta a Hollywood, quindi, la possiamo considerare la sua penultima opera, anche perché il regista considera Kill Bill volume 1 e Kill Bill volume 2 come un unico lungometraggio.

Ma qual è o quali sono i suoi film più iconici? Difficile dirlo, ogni sua pellicola è entrata nella storia cinematografica, riuscendo nella difficile impresa di accontentare critica e pubblico.

Il successo di critica arrivò già con il suo primo film, Le Iene, ma solo con Pulp Fiction ebbe la consacrazione definitiva vincendo la Palma d’Oro a Cannes e l’Oscar alla miglior sceneggiatura originale nel 1995. Quest’ultimo premio bissato nel 2013 con Django Unchained.

Non possiamo, però, non citare altri suoi capolavori: Jackie Brown, Bastardi senza gloria, The Hateful Eight, con quest’ultimo, Ennio Morricone vinse il premio Oscar nel 2016 per la miglior colonna sonora.

Quentin Tarantino
Scena tratta dal film Pulp Fiction

Lo stile

Tarantino è famoso per la sua impronta inconfondibile nel panorama cinematografico internazionale. Riesce a combinare stili diversi, frutto anche della sua conoscenza enciclopedica dei film del passato e dai quali prende spunto, fondendoli insieme in una nuova opera.

Viene spesso criticato per l’eccessiva violenza e per i dialoghi sopra le righe, ma sono spesso elementi essenziali per raccontare l’opera.

Tra gli elementi ricorrenti bisogna annoverare i salti temporali espressi magistralmente nei suoi film, soprattutto in Pulp Fiction.

La pellicola comincia con una coppia di personaggi che decide di rapinare una tavola calda in cui stanno facendo colazione. Lo spettatore apprenderà, solo alla fine, che questa scena ha luogo in un momento avanzato del film, quando la rapina interrompe la conversazione di personaggi più importanti. Uno dei quali, interpretato da John Travolta, già è stato ucciso in un segmento precedente.

Tarantino, quindi, fa slittare un blocco di scene dal centro alla fine della storia, creando enfasi e sorpresa che non ci sarebbero stati se avesse seguito il normale svolgimento cronologico.

Conclusioni?

Su Tarantino ci sarebbe ancora molto da scrivere, l’analisi del suo stile non può concludersi così, ma oggi abbiamo fatto solo una piccola analisi su alcuni aspetti. In futuro sicuramente ci ritorneremo.

Vi lasciamo con una frase di Jules in Pulp Fiction quando recita un passo della Bibbia:

“Ezechiele 25.17: il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi.”