Fiery glowing high energy plasma field in space with particles, computer generated abstract background
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Fervori transitori basati sull’effimero

Viviamo in un mondo virtuale, senza più avere cognizione della stabilità delle condizioni e dei fatti. Il legame, una volta collante necessario per ogni relazione, è stato soppiantato dai social, dalla connessione e dagli autoscatti. Le amicizie, quindi, ne risentono; hanno connotati assolutamente avulsi dal reale significato del termine.

Si contano gli amici virtuali, ma non si ha più cognizione delle amicizie  concrete; si confonde una semplice conoscenza – in un mondo del tutto irreale – con affetti che nulla hanno a che vedere con ciò che, invece, dovrebbero estrinsecare.

E’ così ovunque; nelle relazioni amicali, in quelle lavorative, nei rapporti giornalieri e in quelli improvvisati. Capita di interfacciarsi con un simbolo, con una figura, con una frase, senza rendersi conto che ci relazioniamo semplicemente con parole che scorrono – rimbalzando vicendevolmente – su una piattaforma di messaggistica.

Il pericolo dell’infatuazione mentale 

Abbiamo dissipato, in pochi anni, quanto avevamo cercato di rendere unico e irripetibile: la realtà del contatto.
Oggi, e ne abbiamo contezza immediata, siamo a contatto con una follia generalizzata che, un tempo, non poteva neppure essere immaginata. Basta osservare un qualunque ambito. Lavorativo, estraneo, conosciuto, itinerante, stabile, finanche familiare, per rendersene conto. Sempre connessi con altri ambienti.

E’ come ci fossimo autocondannati ad una caducità relazionale, senza comprendere come tale sistema  stia conducendo, noi stessi, ad una disconnessione generale.  Pervasi da entusiasmi passeggeri, ci lasciamo coinvolgere da soddisfazioni momentanee, da emozioni apparenti.

 

Female hands and smartphone. Woman’s hands trapped and wrapped on wrists with mobile phone cable as handcuffs. Addiction to internet and social networks

Le novità pericolose

La perniciosità è tutta condensata nelle fattualità che viviamo; in ogni settore, in qualunque campo. La comunicazione, per certi versi assai invasiva e scarsamente incisiva, non sembra adeguata a infonderci maggiori sicurezze e più possibilità di scelta.
Anzi, avviene l’esatto contrario; poche preferenze e scarse sicurezze.

Da ogni contesto, da qualunque comparto; la convinzione sta nell’ormai consolidato convincimento che quanto più si derida la parte avversa, tanto maggiore sia il risultato positivo raggiunto.
Lo tolleriamo o ne siamo coinvolti?
Non conosciamo ancora la risposta, ma l’abitudine all’usare e buttare, sembra sempre più straripante.

Chi ieri ci apostrofava, oggi è innalzato al consenso; chi ante – covid appariva in evidente difficoltà, attualmente ha le vele dispiegate a favorevole vento; chi viveva la quotidianità con una prospettiva, al momento è confuso e assai deluso.
Insomma, in estrema sintesi, ci stiamo fidando di innovazioni, basate su pericolose novità.

Poco importa se riconosciamo a noi stessi una certa autonomia di scelte e di pensieri, l’abitudine ci ha, ineluttabilmente, coinvolti a trasformare anche un minimo vantaggio, in una ricerca di immediato profitto e, paradossalmente, a nulla vale l’impegno che ci ripromettiamo spesso – purtroppo senza mai riscontrarne risultato – di agire con scrupolo, per mettere a frutto le esperienze fallimentari vissute.

In “alti lochi”, lo hanno compreso benissimo e, pertanto, siamo qui a chiederci come andrà a finire.

Lucia De Martino