I soldi non faranno la felicità, ma sicuramente migliorano la salute
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Il tenore di vita condiziona la speranza di vita dei malati oncologici, questa la triste evidenza

Studi hanno dimostrato che, a parità di cure, i ricchi guariscono più dei poveri. Lo stesso vale anche per quanto riguarda l’alleviare i dolori della malattia.

Quanto più il malato é benestante, meglio guarisce

A parità di protocollo e di chemioterapici, i tumori dei ricchi guariscono più frequentemente di quelli dei poveri. Uguali cure, somministrate nello stesso ospedale dagli stessi medici, ma su pazienti di reddito diverso, hanno maggior effetto in base al benessere economico.

Vera e propria emergenza sanitaria!

Le evidenze sono emerse da 16 studi clinici nati all’Istituto Oncologico Pascale di Napoli e sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Annals of Oncology. Gli stessi autori furono stupiti dalle correlazioni tra ricchezza e guarigione e tra indigenza e gravità della malattia. Dei circa 3760 pazienti inclusi nel trial, i più poveri hanno ottenuto minori risultati dalla medesima chemio somministrata a quelli dal tenore di vita migliore.

Il costo nascosto del cancro

Usando le parole del Dott. Francesco Perrone, il ricercatore che coordina lo studio clinico: «Non era la prima volta che dati del genere venivano divulgati negli Usa è noto da tempo che il cancro e la sua cura producono devastanti danni economici, battezzati con il termine financial toxicity» Gli statunitensi da tempo hanno puntato il dito contro una qualità di vita carente di chi ha un basso reddito, correlata ad un incremento dell’80% del rischio-morte complessivo.

Healt Care Sistems: USA vs Italy

Negli Stati Uniti a chi non ha denaro sono precluse le cure sanitarie migliori, mentre in Italia ciascuno ha diritto alle migliori cure possibili, prescindendo dalla sua capacità reddituale. Come spiegare il risultato sovrapponibile emerso anche nel nostro paese? «Non ce l’aspettavamo perché tutti i nostri pazienti erano stati trattati in ospedali pubblici — dichiara Francesco Perrone — purtroppo i dati non ci consentivano di capire perché il disagio finanziario peggiorasse durante la malattia, e perché a quest’ultimo si associasse anche un aggravamento della prognosi»

Per comprendere le origini del problema è nato il progetto che ha unito oncologi e associazioni scientifiche,  di pazienti ed economisti. «Il progetto è stato giudicato valido dall’Airc — spiega Perrone — che ha erogato un finanziamento per produrre uno strumento per capire, misurare e (se possibile) contrastare la tossicità finanziaria del cancro in Italia.».

I risultati del trial

I risultati pubblicati sono incredibili. Grazie a questo studio viene osservato che le stesse cure, somministrate a due soggetti provenienti da “ceti sociali” differenti, curano meglio la persona con più soldi rispetto a quella che non ne ha. La possibilità di guarigione quindi cresce al crescere del reddito. La spiegazione sarebbe da attribuire probabilmente a fattori secondari alla cura. Pensate ai ricoveri, i check-up e al fatto che ogni malato deve andare in ospedale due volte la settimana. In treno, se sta in provincia?  E poi in taxi? O con l’auto? O con i mezzi pubblici?

L’Italia non è un paese per vecchi

Ogni epoca ha la sua malattia e una malattia può contenere il senso di un’epoca: la peste raccontata dal Manzoni, la tubercolosi, il colera… Oggi, nell’Italia invecchiata, il tumore non è uguale per tutti.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.