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San Nicola già nel Medioevo era uno dei Santi più popolari del Cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.

Nativo di Pataro nella Licia, dimostrò fin da bambino di essere predestinato a grandi cose. Prestissimo si innamorò della vita religiosa, e si ritirò in un monastero nelle vicinanze di Mira.

Mirabili furono i suoi slanci d’amore al Signore ed il progresso quotidiano nella virtù. Praticava la carità materiale e spirituale verso il prossimo. La sua grande devozione lo spinse a visitare la Terra Santa. Ritornato dal pellegrinaggio, trovò vacante la sede episcopale di Mira, capitale della Licia.

Nicola, già celebre per i suoi miracoli e per la sua vita esemplare, fu eletto ad occupare quella sede, e la resse sapientemente per molti anni. Fu grande benefattore dei poveri, padre degli orfani, sostegno delle vedove.

Durante la persecuzione di Diocleziano, fu deportato e confinato. Restituita la libertà alla Chiesa, il santo vescovo ritornò tra il suo popolo. Partecipò al Concilio Ecumenico di Nicea ed ebbe parte assai attiva nella confutazione di Ario.

Il Signore lo preavvisò della prossima sua morte ed il Santo, raccomandatosi alle preci del suo buon popolo, radunò il clero, e prese a recitare il salmo: “In te Domine”, e col sorriso sulle labbra, spirò. Era l’anno 342.

Il suo corpo si conserva a Bari, nella Basilica che porta il suo nome.

 

 

A Napoli si dice: “‘A vecchia all’otto e maggio vuttaje o trapanaturo ‘ncoppa ‘o ffuoco”.    
L’otto maggio la vecchia mise un ciocco sul fuoco (A maggio può ancora far molto freddo).

 

 

Riflessione del giorno:

Il sale deve avere qualcosa di sacro infatti si trova sul mare e sulle lacrime.
(Khalil Gibran)

 

Casimiro Todicchio