I bancomat possono aiutare la Chiesa
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La mancanza cronica di liquidità sta mettendo in serie difficoltà la Chiesa. Il bancomat potrebbe aiutare?

Sembra che stia prendendo piede una nuova usanza nella Chiesa: installare bancomat per facilitare le offerte da parte dei fedeli. Perché? Continuate a leggere e lo scoprirete.

Bancomat in chiesa?

Le chiese del nostro paese, e non solo, hanno molto spesso bisogno di lavori vari, di restauri o comunque di spese straordinarie. I parroci, però, non sanno come affrontare queste emergenze perché i contanti per le offerte mancano. La gente, infatti, preferisce sempre di più utilizzare la carta di credito al posto dei contanti.

L’esperimento di Chioggia 

La Basilica di San Giacomo Apostolo, a Chioggia (Venezia), da maggio scorso ha trovato una soluzione al problema: è stato installato un bancomat per consentire a tutti di fare offerte e opere di bene. L’idea ha avuto i favorevoli e i contrari, come sempre succede nei casi in cui c’è una innovazione che va a cozzare con la modernità.

Certamente bisogna riconoscere una cosa: il bancomat, soprattutto la nuova generazione che permette i pagamenti con i cellulari, facilita di molto ogni tipo di transazione commerciale e abbatte gli abusi.

Il parroco che gestisce questo luogo di culto, il 68enne Vincenzo Tosello, è passato dall’essere soprannominato Don laurea (perché ha 7 lauree) a Don Bancomat. La basilica rappresenta un test, vedremo se inizieremo ad avere bancomat nei vari luoghi di culto.

Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo?

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.