deepfake (Fonte Wikimedia Commons)
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Nel web sono più di 15000 i deepfake che circolano impunemente. La maggior parte sono pornografici ma le possibilità politiche non sono ancora state utilizzate a fondo

Una società americana, Deeptrace, ha condotto una ricerca molto interessante sulle cosiddette deepfake, video creati tramite l’IA (Intelligenza Artificiale) che sembrano veri ma sono falsi. In questo modo si può far fare tutto quello che si vuole (in video) a qualsiasi persona, nota o meno che sia.

La maggioranza dei video incriminati sono di natura pornografica e solo una piccola parte ha una natura politica.

L’indagine sui deepfake

Nel vasto universo di internet ci sono 14.678 video deepfake. Di questi, ben il 96% è pornografico con protagoniste involontarie celebrità del mondo del jet set internazionale. Diciamo protagoniste, e non protagonisti, perché il fenomeno interessa “quasi esclusivamente le donne”.

L’utilizzo di questi video in chiave politica, invece, non ha ancora una diffusione molto ampia.

Aumento preoccupante su internet

In confronto al 2018, la ricerca indica un aumento esponenziale del numero di video caricati sul web. Cantante e attrici famose sono sempre di più nell’occhio del ciclone con scene fasulle a luci rosse che le vedono protagoniste.

Il deepfake politico

Siamo ora giunti al nocciolo della situazione: il deepfake come strumento politico. Utilizzare un video falso per screditare un nemico è un’arma troppo ghiotta per non essere utilizzata da politici senza troppi scrupoli.

Recentemente, ad esempio, la trasmissione televisiva satirica Striscia la Notizia, in onda tutte le sere su Canale 5, ha mostrato un video deepfake con protagonista il politico di centro sinistra Matteo Renzi.

In un’epoca come la nostra, dove sempre di più le persone accettano acriticamente ciò che vedono, utilizzare prodotti falsificati per mettere in difficoltà l’avversario di turno è un pericolo reale che dobbiamo evitare con un maggior controllo da parte di enti terzi sui video immessi sul web.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.