Il dentista robot dagli occhi a mandorla
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In Cina un robot ha effettuato il primo intervento odontoiatrico in totale autonomia

Con un intervento durato circa 60 minuti il robot ha impiantato due denti senza aiuto umano.

Sale operatorie senza operatori umani?

Sempre più robotica e sempre più autonomia da parte delle macchine. Il futuro sembra già presente, almeno in Cina. Il paese dalla civiltà millenaria, che fino a pochi anni fa molti ritenevano arretrato, sta bruciando le tappe e sta conquistando traguardi nel campo della tecnologia avanzata.

Lo scenario è controverso, eppure il momento in cui le sale operatorie saranno popolate da macchine dotate di intelligenza artificiale e non più da medici in camice bianco si avvicina a tappe brucianti. A giovarsi degli algoritmi sofisticatissimi e della disumana precisione dei bracci robotici è soprattutto la chirurgia, che già segna alcuni significativi risultati.

Negli ambienti medici ha fatto decisamente molto rumore il primo intervento di implantologia dentaria effettuato da una macchina, senza assistenza di professionisti in carne ed ossa.

Una donna è la paziente zero

L’evento epocale è avvenuto in Cina ed il paziente zero è una donna, che ha volontariamente deciso di farsi impiantare due denti in titanio. In pratica, l’attività clinica degli odontoiatri umani si è limitata all’effettuazione dell’anestesia locale, lasciando poi al collega robot tutto il lavoro effettivo.

Frutto di un avanzatissimo progetto di ricerca sviluppato in soli quattro anni, l’unità robotica è stata realizzata dall’Ospedale Stomatologico dell’Università di medicina militare di Fourth (che ha sede a Xian, nella Cina nord-occidentale) e l’Istituto di robotica dell’Università di Beihang di Pechino. Per la prima volta nella storia della chirurgia mondiale, il robot dentista ha operato totalmente in autonomia ed i medici umani che erano comunque presenti si sono limitati ad assistere senza intervenire in alcuna fase dell’esperimento. L’intervento si è dimostrato un successo totale ed anche i due denti impiantati sono frutto dell’opera di un robot che li ha realizzati mediante stampa 3D dopo aver effettuato la scansione tridimensionale del cavo orale della paziente.

Integrazione e precisione

L’integrazione della tecnologia di rilevazione dei particolari anatomici tramite scanner tridimensionale, della stampa di denti artificiali e di robotica si è dimostrata totalmente affidabile, sicura e rapida, aprendo nuove strade alla chirurgia di precisione.

La precisione è appunto il vantaggio principale, tant’è che il margine di errore registrato dal robot dagli occhi a mandorla è stata di soli 0,2-0,3 millimetri, ben entro la best practice prescritta per questo tipo di intervento. La tecnologia messa a punto permette appunto ai bracci robotici di ottimizzare i movimenti all’interno del piccolo spazio della bocca umana, anche grazie alla possibilità di muoversi seguendo angoli impossibili agli operatori umani.

Mancano i dentisti in Cina: sostituiamoli con il robot

Ufficialmente la motivazione di tale esperimento è quella di risolvere la carenza di medici dentisti qualificati in Cina, oltre quella di ridurre drasticamente gli errori umani in campo medico. Probabilmente, tuttavia, il reale obiettivo era duplice, presentare al mondo le possibilità della tecnologia robotica made in China e quella di far accettare la sostituzione dei medici da parte delle macchine autonome in un campo soft come quello dell’odontoiatria.

In ogni caso, pare che studi epidemiologici cinesi abbiano evidenziato che il numero di dentisti specializzati sia del tutto insufficiente a soddisfare il fabbisogno di implantologia di circa 400 milioni di pazienti odontoiatrici stimati nel paese della Grande Muraglia.

La competenza disumana del dentista robot permetterebbe anche di evitare i danni generati ai pazienti dalla scarsa qualità tecnica dei dentisti in carne ed ossa che, mediamente effettuano comunque un milione di impianti dentari ogni anno, almeno secondo quanto pubblicato sul South China Morning Post.

Leadership tecnologica e commerciale cercasi

L’intervento è solo la punta dell’iceberg degli investimenti che la Cina sta effettuando nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale, ufficializzati con il Piano Nazionale “Made in China 2025”, che prevede appunto la leadership del colosso asiatico sui mercati mondiali con prodotti di punta in campo della robotica medica entro il 2015.

Attualmente l’azienda leader mondiale nel campo della robotica chirurgica è la Intuitive Surgical di Sunnyvale in California, produttrice del noto robotDa Vinci Surgical System”, ampiamente utilizzato in ambito urologico, cardiologico, toracico e ginecologico. Il Da Vinci è utilizzato anche in Cina, dove sono stati effettuati circa 60 mila interventi. Dall’esperienza acquisita sul campo la ricerca cinese ha però tratto una grande lezione e, di conseguenza, ha spinto le sue Università ed i Centri di Ricerca più avanzati ad affiancare un cartello di circa trenta imprese hi-tech per sviluppare sistemi alternativi capaci di rendere il paese autonomo nel campo della chirurgia robotica.  Fino a ieri la validità della robotica chirurgica made in China era in dubbio, oggi però, dopo che il primo intervento al mondo totalmente senza intervento di medici umani è stato realizzato proprio in questo paese, molte cose potrebbero cambiare.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.