tour de france
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Il 15 maggio 2020 è la data ultima individuata dall’ASO, società organizzatrice del Tour de France, per ufficializzare la decisione presa in merito al destino della Grande Boucle

Molte speranze vengono riposte nella possibile conferma di quello che sarebbe stato uno dei grandi appuntamenti sportivi estivi al pari di Europei e Olimpiadi per i quali sappiamo già non esserci aspettative di conferma.

Edizione 107 della Grande Boucle

Dopo la sospensione delle gare nei mesi di febbraio e marzo e il già annunciato rinvio del Giro d’Italia, a fare le spese dell’attuale situazione sanitaria è la 107esima edizione del Tour de France che sarebbe dovuto partire il 27 giugno 2020 da Nizza per concludersi dopo 21 giorni, il 19 luglio, come di consueto, sugli Champs Elysèe a Parigi.

Questa edizione, già balzata alle cronache per l’assenza di cronometro a squadre, veniva classificata come la più dura degli ultimi anni per i suoi 29 arrivi in salita dei quali una cronoscalata individuale, unica prova contro il tempo, posta nella penultima tappa e quindi probabilmente decisiva.

Tour de France a “porte chiuse”

Già nei giorni scorsi si sono susseguite varie ipotesi per permettere lo svolgimento della manifestazione.

A fare scalpore l’opzione proposta dal Ministro dello Sport francesce, Roxana Maracineanu, che ha proposto di correre il Tour senza pubblico per salvaguardare le migliaia di spettatori dal possibile contagio che potrebbe scaturire da tali assembramenti.

Tale ipotesi, secondo la ministra, potrebbe risultare fattiva vista la natura stessa della competizione il cui sostentamento economico non si basa sugli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti, ma sulla cessione dei diritti televisivi.

Secondo la ministra, la possibilità di fruire sello spettacolo in tv spingerebbe lo spettatore, ancor più in questo periodo di crisi nel quale si invita a stare a casa, a restare comodamente sul divano senza dover però rinunciare ai suoi beniamini.

Il “no” dei Sindaci e la situazione delle squadre

La proposta non è stata accolta positivamente dai sindaci dei comuni che avrebbero ospitato il Tour preoccupati per la sicurezza dei propri cittadini.

Contrastanti sono, invece, le sensazioni dagli addetti ai lavori, a loro volta alle prese con allenamenti al chiuso e con la necessità di far fronte alle spese di gestione di squadre ferme da giorni.

Come nel calcio, ad esempio, la Lotto Soudal e la Astana, per limitare i danni, hanno ridotto le spese e tagliato gli stipendi. Non si esclude che nei prossimi giorni tali decisioni vengano prese anche da altre squadre World Tour.

La soluzione proposta dall’UCI per i Grandi Giri

In controtendenza Brian Cookson, presidente dell’UCI, che ha proposto di ridurre i tre Grandi Giri dalle consuete tre settimane a due, potendoli così riprogrammare, in forma ridotta e rimaneggiata, tra il mese di luglio e il termine della stagione.

Certo, il fascino del Giro d’Italia, del Tour de France e della Vuelta de Espana, sta proprio negli estenuanti 21 giorni, ma questa pare l’unica soluzione per permettere lo svolgimento di tutti e tre gli appuntamenti inserendoli in un già fittissimo calendario.

Roberta Santillo