C’eravamo tanto odiati. Le banche centrali aprono alle monete virtuali

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Monete virtuali di stato. È questa la grande apertura che emerge dal Global Financial Stability Report, il rapporto pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale. Il testo spiega le possibilità di una nuova moneta virtuale emessa direttamente dagli istituti bancari centrali.

Prima la guerra, poi l’alleanza. Il fenomeno delle monete virtuali è diventato davvero troppo importante, oltre a costituire una fetta rilevante del mercato economico mondiale. Proprio per questa ragione, chi questo mercato lo gestisce, non poteva non considerarlo. Se il tuo nemico non puoi batterlo, si dice, alleati con lui. È più o meno quello che è successo tra le Banche centrali e le valute elettroniche, entrate, dopo anni di dura battaglia (per non dire boicottaggio) negli interessi degli istituti che emettono moneta – finora “reale” – per conto degli stati.

Monete virtuali e Fondo Monetario Internazionale

Le valute elettroniche private hanno dato da qualche anno un vero e proprio assalto al mercato. Gli organi economici statali hanno capito così di non poter rischiare di essere tagliati fuori e si sono messi al lavoro. Le indiscrezioni erano tante, da tempo, ma oggi arriva la conferma addirittura dal Global Financial Stability Report, il report pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale. Come dire: una fonte abbastanza attendibile.

Il “Bitcoin pubblico”

Quello che, semplificando, si può definire una sorta di Bitcoin pubblico, si chiamerà CBDC. Un acronimo che sta per Central bank digital currencies. Diversi governatori delle banche nazionali sono già a lavoro, in coerenza con un percorso che ha portato alcuni paesi a capire, prima di altri, le potenzialità delle valute elettroniche. In testa al gruppo ci sarebbe la Swedish Riksbank, che già da qualche anno aveva annunciato di voler sperimentare in questo ambito. Un piccolo paradosso, oppure un indice di lungimiranza, se si pensa che i più all’avanguardia sono proprio i più “vecchi”, essendo stata la banca svedese la prima banca centrale del mondo (nata persino prima della storica Bank of England). Con lei, un piccolo passo dietro, le banche centrali di Canada, Cina e Singapore.

Come funzionerà la moneta virtuale di Stato

La moneta virtuale di stato sarà un vero e proprio conio, tanto da poter essere scambiato con le altre monete del paese. È quindi qualcosa di un po’ diverso rispetto alle molteplici monete elettroniche che abbiamo imparato a conoscere finora. Saranno soldi reali, ma su circuiti diversi, insomma. La stessa Banca di Svezia, fa un esempio molto efficace a riguardo: se perdo per strada una carta di credito, e nessuno la recupera, usandola prima che io possa bloccarla, i miei soldi restano sul mio conto corrente; le monete virtuali delle banche centrali, invece, sono monete a tutti gli effetti: se perdo il mio portafoglio elettronico o la mia tessera, perderò i soldi come – ahinoi – qualche volta accade nella vita reale.

Primi step per testare la nuova moneta

I tempi di emissione della nuova moneta virtuale non sono stati ancora comunicati. Quel che è certo è che in una prima fase si affiancheranno alle banconote tradizionali e ai circuiti monetari su carta di credito, ma in futuro potrebbero guadagnare addirittura il monopolio o almeno superare per utilizzo le altre due. Il vantaggio assoluto sarà la facilità per trasferire soldi da un paese all’altro in giro per il mondo, facendo a meno, almeno in parte, delle intermediazioni delle banche commerciali (c’è da capire però come la prenderanno queste ultime!). E la gente? Accoglierà con gradimento, come fatto in passato con le carte o le banche on-line, anche la rivoluzione della moneta virtuale?