tra uomo e umanoide
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I camerieri robot sono ormai una realtà affermata nella cultura orientale, divenendo una calamita e una fortuna per il turismo

La tecnologia è sempre più presente nella vita delle persone. Traguardi che apparivano lontani e irraggiungibili solo pochi anni fa, anche se presenti nei sogni di ognuno, sono ormai una realtà conclamata. Il Giappone si trova spesso ad essere il regista che mette in scena le trame oniriche della gente.

Robot camerieri e persone con disabilità

In un bar recentemente aperto a Tokio nella sua versione sperimentale, chiamato per l’appunto “Van Der Beta” sono stati adottati i cosiddetti camerieri robot, attirando le attenzioni di tutto il mondo.  I robot sono controllati a distanza da soggetti con diverse disabilità fisiche, come la SLA.

Direttamente dal letto della propria stanza, queste persone inviano dei comandi ai robot tramite un computer che permette di tracciare il movimento degli occhi. Si tratta di veri e  propri dipendenti, pagati infatti 8 euro l’ora. Gli automi, sono entità a quattro piedi creati con la tecnologia della Ory Lab e chiamati OriHime-D.

Il Ceo dell’azienda, Kentaro Yoshifuji, ha dichiarato di voler creare un mondo dove la tecnologia venga applicata per semplificare e valorizzare la vita delle persone con profonde difficoltà fisiche. Il bar, aperto solo per 2 settimane dalla società creatrice del robot, vedrà la luce definitiva nel 2020.

Non è certo questo il primo test che fa un bar con camerieri robot. Nel ristorante Naulo in Nepal ad esempio, lavorano a tempo pieno tre automi chiamati “ Gingers “. È chiaro che questo è solo uno dei possibili impieghi che la tecnologia robotica potrebbe ricoprire nella nostra società.

Pepper, il robot badante

Pensiamo ad esempio al target degli anziani, per cui nel 2019 si prospetta di immettere il presunto “robot badante”. Un prototipo è stato già applicato a Tokio in un centro specializzato.

Il suo nome è “robot Pepper” ed è stato programmato per la stimolazione fisica e mentale di persone non più giovanissime. Il software di Pepper gli permette di aggiornarsi continuamente, registrando passo passo le caratteristiche di ogni persona. Ciò, oltre all’evidente utilità funzionale, consente di creare un rapporto più profondo tra  il robot e l’anziano.

Insomma, è impossibile negare che i cosiddetti “umanoidi” saranno una presenza sempre più costante nella vita di ognuno, con la speranza che ciò possa conseguire solo effetti benefici e che non si vada ad acuire la preoccupante disumanizzazione dell’era moderna