Il futuro della diagnostica tumorale grazie all’analisi del respiro
adv

Dalla Metabolomica gassosa sempre maggiori speranze per la diagnostica oncologica

In Gran Bretagna, con l’utilizzo di uno strumento chiamato Breath Biopsy breathalyzer, simile ad un etilometro, sarà possibile diagnosticare i tumori grazie all’analisi del respiro. La ricerca rivoluzionaria è attualmente in svolgimento presso l’Ospedale Addenbrook di Cambridge.

Il breathalyzer

Questo tipo di diagnosi oncologica è stata ideata dall’azienda Owlstone Medical. Lo strumento utilizzato è chiamato breathalyzer e la ricerca viene supervisionata dal Cancer Research UK (CRUK) Cambridge Centre.

Il rivoluzionario macchinario portatile, oltre a permettere una diagnosi rapida e precoce di diverse tipologie di patologie tumorali, consentirebbe anche di far risparmiare molti milioni di pounds alla sanità britannica. Il principio su cui si fonda il metodo è quello dell’analisi dei prodotti metabolomici in fase gassosa, escreti con il respiro.

L’utilizzo

La diagnostica è rapida e semplice, è infatti sufficiente respirare per 10 minuti in una mascherina simile a quella utilizzata per l’aerosol e collegata a questo apparecchio portatile. Per l’analisi, il campione deve poi essere mandato all’Universita di Cambridge. In laboratorio viene poi analizzato il respiro ed i suoi componenti chimici.

Le molecole contenute nell’aria che è stata a contatto con i polmoni, in particolare quelle provenienti dall’espirazione, contengono tutti i componenti provenienti dal corpo. Questo perché durante l’inspirazione i globuli rossi si caricano di ossigeno al livello alveolare ed entrano nel circolo sanguigno, portando ossigeno e sostanze nutritive in tutto il corpo e ricevendo le sostanze di scarto del metabolismo cellulare. Quando i globuli rossi tornano ai polmoni rilasciano, al livello alveolare durante l’espirazione, tutte le sostanze che hanno “assorbito” durante il loro viaggio. Il breathanalyzer quindi raccoglie queste sostanze di scarto che poi verranno analizzate. Il tumore lascia “un segno” della sua presenza nel sangue, e queste tracce possono passare nell’aria attraverso gli alveoli.

Diagnostica rapida ed economica uguale maggiore aspettativa di vita

Grazie a numerosi studi, si é capito che specifici componenti organici volatili in patologie tumorali al primo stadio risultano essere alterati. Pertanto, i valori di queste molecole diventano dei veri e propri marcatori di patologia. In futuro la diagnostica basata sulla metabolomica in fase gassosa potrà diventare estremamente rapida ed economica, consentendo uno screening facilmente ripetibile e portando alla scoperta precoce di moltissime forme tumorali, salvando innumerevoli vite. Attualmente questo tipo di analisi viene utilizzata per la diagnosi di tumori esofagei e gastrici, ma in un futuro non molto lontano, tale tecnologia potrà rivelarsi decisiva anche per la diagnosi di tumori renali, prostatici ed epatici. “Se i nuovi test che effettueremo dovessero confermare i risultati ottenuti durante la prima fase, significherebbe che il cancro potrebbe essere individuato rapidamente prima che si diffonda, quando è più facile da trattare e quando le probabilità di sopravvivenza sono maggiori”, afferma Rebecca Fitzgerald group leader del team di ricerca.

Una ricerca tutta Italiana

Anche in Italia si é arrivati alla stessa tecnologia. Infatti, due gruppi di ricerca, uno guidato da Gianluigi De Gennaro, direttore scientifico della “Rete Voc and Odor” del Dipartimento di Chimica e l’altro guidato da Donato Altomare del dipartimento Emergenza e Trapianti d’organo, entrambi dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, hanno modificato il sistema che viene utilizzato per verificare lo smog nell’aria, in modo da poter diagnosticare il tumore al colon retto. Questa procedura semplifica e velocizza la diagnostica di questo tipo di tumore, prima sostanzialmente affidata alla colonscopia. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica British Journal of Surgery.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.